Eterna giovinezza

Ciao a tutti,

eccoci con l’appuntamento tecnologico della domenica

ETERNA GIOVINEZZA

Eterna giovinezza

Eterna giovinezza

La pillola dell’eterna giovinezza arriva dalla lontana Isola di Pasqua: una sostanza ricavata dai batteri presenti nel terreno è in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule umane.

“Un farmaco per una patologia genetica potrebbe contrastare l’invecchiamento delle cellule”
Farmacia dal terreno – Il nuovo farmaco in pastiglie sarebbe in grado di invertire gli effetti dell’invecchiamento precoce: la sostanza, che si chiama Rapamycin è stata subito soprannonimata dai media “pillola dell’eterna giovinezza”, creata partendo dai batteri che sono presenti nel terreno dell’Isola di Pasqua.

Invecchimento precoce – Gli esperimenti degli scienziati americani hanno riguardato alcuni piccoli pazienti con la sindrome di Hutchinson-Gilford Progeria, che è una malformazione genetica che, a causa di una proteina, porta all’invecchiamento precoce dei bambini: le cellule dei piccoli pazienti diventano anziane già a 12 anni.

Successo nei test – Il gruppo di medici americani, capitanati dal genetista Francis Collins, ritengono che i dati espressi dai test sul farmaco possono essere interessanti anche per il “normale” invecchiamento cellulare dell’essere umano: si potrebbe agire sul canonico decadimento cellulare e contrastarne l’effetto per almeno dieci anni. Nei test sugli animali la sostanza sintetizzata in laboratorio permette di riuscire a estendere la sopravvivenza dei topi fino al 13 per cento in più.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Colpa d’Alfredo

Ciao a tutti,

eccovi ad una nuova puntata di “una canzone per te”

COLPA D’ALFREDO

Vasco Rossi

Vasco Rossi

Ho intitolato questa rubrica con una canzone del “tizio” qui sopra (serve dirvi chi è?…) e ancora non avevo scritto di lui.
Strano, vero? Allora facciamo oggi. Presentiamo Vasco Rossi.

Non basterebbero le poche righe che di solito uso per questi miei articoli, data la vasta carriera di questo cantante (tutt’ora sui palchi), ma cercherò di sintetizzare al meglio.
Ho deciso di scrivere di lui adesso, anche per la recente intervista in cui ha annunciato la fine (per l’ennesima volta) della sua carriera musicale.

Vasco Rossi, anche noto come Vasco o con l’appellativo Il Blasco (Zocca, 7 febbraio 1952), è un cantautore italiano.
Con decine di milioni di copie vendute è uno dei cantautori italiani di maggior successo e fama.
Negli anni ottanta, per via dello stile di vita sregolato caratterizzato da droga, alcool, sigarette, donne e continui tour frenetici, ricevette notevoli critiche da parte dei mass media, ma adorato da milioni di fans in tutta Italia e nel Mondo.

Il nome gli è stato dato dal padre Giovanni Carlo, di mestiere camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1967, ottenuta la licenza media, la famiglia lo iscrive all’istituto dei salesiani San Giuseppe a Modena, ma il brutto rapporto con i professori provocherà in Vasco un enorme trauma e una sorta di ribellione, verso tutti e verso il mondo eclesiastico.
Si iscrive poi a tante facoltà universitarie, dal DAMS ad economia, per finire poi in Pedagogia, che lascerà a soli otto esami dalla laurea.

Il 1975 è un anno storico per la sua formazione.
Convinto dall’idea dell’amico Marco Gherardi, fonda “Punto Radio“, una Radio libera sul modello delle centinaia che nascevano in quegli anni in Italia.
Diventerà famoso un programma da lui condotto, “Il Muretto“.
L’esperienza della radio è decisiva per la carriera di Vasco Rossi.
Prima di tutto, gli dà la possibilità di maturare come show man, visto che Rossi sarà uno dei principali dee-jay sia dei programmi radiofonici sia delle serate speciali che la radio organizzerà presso le principali discoteche dell’Emilia-Romagna e, in secondo luogo, gli darà l’opportunità di conoscere una serie di persone fondamentali nella sua futura carriera, tra cui Massimo Riva e un giovanissimo Red Ronnie.

Sotto la spinta dei suoi amici, tra i quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia contenente i brani Jenny (una sorta di bozza di Jenny è pazza) e Silvia, per l’etichetta Borgatti Music.
Il suo secondo album viene pubblicato nel 1979 con il titolo Non siamo mica gli americani.
Il disco ottiene più successo rispetto del precedente, anche se in fatto di vendite non è niente di eclatante.
L’album resterà famoso soprattutto perché contiene la canzone Albachiara, destinata a diventare uno dei maggiori successi di Vasco e pezzo conclusivo di gran parte dei suoi concerti.

Nel 1980 esce il terzo album, Colpa d’Alfredo.
Neanche questo album ottiene molto successo di vendite, questa volta a causa della censura da parte di alcune radio della canzone che dà il titolo all’album in quanto ritenuta volgare ed offensiva in alcune parti del testo.

La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In, criticata però dai mas media, definendolo un ebete e un drogato.

È con il quarto album che inizia ad arrivare il successo, Siamo solo noi viene pubblicato nel 1981 e, tuttora, viene considerato uno dei migliori lavori del cantante; la canzone che dà il titolo all’album verrà più volte identificata come un vero e proprio “inno generazionale“, tutt’oggi attuale per i suoi fans.

L’esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è la partecipazione al Festival di Sanremo.
La performance del rocker di quell’anno fa scalpore: Vasco abbandona il palco con il microfono nella tasca della giacca, che, collegato col filo all’amplificatore, cade, creando panico tra il pubblico in sala e tra i conduttori dello show tv.
Fu lo scalpore che proprio il rocker di Zocca voleva creare in una manifestazione a suo tempo forse troppo austera per distinguersi dagli altri partecipanti.
La canzone, come già detto prima, contiene un’ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi e che viene apostrofato come “quel tale che scrive sul giornale“.

L’anno seguente Vasco si presenta di nuovo a Sanremo con Vita spericolata.
La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana (così come Siamo solo noi) e raggiunge lo stesso anno il 6º posto nella classifica dei 45 giri, entra in finale, ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival.

Segue l’uscita dell’album Bollicine, che vince il festivalbar e da il via a un tour fenomenale.
Questo sarà il periodo di massimo successo di Vasco, che si contrappone con gli eccessi di Vasco dal punto di vista medico: diventa farmaco-dipendente e questo costringe gli organizzatori ad annullare qualche data.

Nel 1984 il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato. Dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri.
Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) con l’accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro.

Di lì a poco Vasco pubblica l’album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l’album della rinascita, resta in classifica per 29 settimane.
Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C’è chi dice no, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa.
Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI.
Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell’emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione.
Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l’epoca degli stadi.

Il 1998 è un anno storico per la carriera di Vasco Rossi: guest star della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola.
Alla serata partecipano 130.000 persone, segnando un evento nell’intera storia della musica italiana: il successo di Vasco diviene di massa, e il rocker di Zocca viene universalmente riconosciuto come la star della musica italiana contemporanea.
A pochi giorni dalla partenza del tour, viene a mancare per un’overdose di eroina, l’inseparabile “compagno di avventure” Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di una buona parte del repertorio musicale di Vasco.
A partire dal Rewind tour il rocker di Zocca, ricorderà l’amico scomparso in ogni concerto, dopo aver cantato il brano Canzone.
Tra tutto questo ci sono altri album, altre canzoni bellissime che si susseguono ai grandi successi del rocker emiliano.

Il 2001 è l’anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via.
Nel 2004 esce l’album Buoni o cattivi.
Altri successi, piu o meno interessanti, vengono dopo quello scritto sopra, ma quello che farà impazzire per sempre sono i concerci, dove Vasco esprime sempre il meglio di se, rievocando le vecchie canzoni.

Il 26 giugno 2011 dichiara in un intervista shock a Vincenzo Mollica, che è «felicemente conclusa la sua carriera di rockstar», ovvero di rinunciare alle tournée a causa del fisico non più giovane.

Eccovi il video della canzone che da titolo all’articolo (non ho volutamente messo “una canzone per te”. Sarebbe risultata un po banale essendo già il titolo della rubrica):

Ciao e alla prossima,

Marco

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Francesco Salvi

Ciao a tutti,

eccovi qui, di venerdi, con la rubrica “che fine ha fatto”

FRANCESCO SALVI

Francesco Salvi

Francesco Salvi

Francesco Salvi (Luino, 7 febbraio 1953) è un personaggio televisivo, cabarettista e attore italiano.

Dal 1985 al 1987 è stato uno dei protagonisti del programma televisivo comico Drive In, ideato da Antonio Ricci.
Dal 1988 al 1989 ha condotto il suo programma televisivo personale MegaSalviShow.

Nel 1989 esce l’album Megasalvi, che contiene il singolo C’è da spostare una macchina ed Esatto.
La canzone C’è da spostare una macchina è la sigla di apertura del programma televisivo MegaSalviShow in onda su Italia1, ed è stata premiata con il Disco d’oro nello stesso anno.
Il videoclip del singolo, diretto da Paolo Zenatello, ha vinto il premio Telegatto quale migliore sigla televisiva dell’anno, sempre nel 1989.

Con il brano Esatto, Salvi partecipa sempre nel 1989 al Festival di Sanremo classificandosi in 7ª posizione.
Inoltre dal 2004 è uno dei protagonisti della fortunata serie Un medico in famiglia, dove rimane con successo per 3 stagioni.

Nel 2006 è stato l’inviato in Marocco per la terza edizione del reality show La fattoria.
Nell’agosto del 2009, esce il nuovo singolo Abbandonato, brano che tratta in modo ironico del tema dell’abbandono sotto tutti i suoi aspetti.

Eccovi la canzone “C’è da spostare una macchina”:

Ciao e alla prossima,

Marco

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Bitch slap – le superdotate

Ciao a tutti,

eccoci alla rassegna del cinema, con la rubrica “cinema paradiso”

BITCH SLAP – LE SUPERDOTATE

Bitch Slap - le superdotate

Bitch Slap - le superdotate

Che dire di questo film?

Penso che l’unica cosa notevole siano le tette delle protagoniste.
Altri commenti al film e alla regia credo siano inutili, se non dirvi che uscirà nelle nostre sale il 22 luglio.

Come film pernso che sia alquanto scarso, e come al solito si punta sulle forme di queste tre bellissime ragazze.
Questa settimana, come avrete notato, non c’erano molti film interessanti da recensire.
Per cui ho preferito almeno farvi vedere un po di “gnocca” !!! 😀
(magari prossima volta pensiamo anche alle femminucce che ci seguono…)

Eccovi il trailer, offerto come sempre da MEGANTEPRIMA, mio canale youtube:

Ciao e alla prossima,

Marco

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Taxi New York – Los Angeles : 5mila dollari

Ciao a tutti,

eccovi la notizia strana della settimana

TAXI NEW YORK – LOS ANGELES : 5MILA DOLLARI

Taxi a New York

Taxi a New York

Mohammed Alam, tassista di New York, pensava che i due ragazzi che aveva di fronte fossero in vena di scherzi, o avessero molta poca conoscenza della geografia, quando gli hanno chiesto di portarli dall’aeroporto La Guadia  a Los Angeles, a 4.500 km di distanza.
Eppure i due (John Belitsky, finanziere, e Dan Wuebben) erano serissimi, e avevano voglia di fare qualcosa di insolito.

Dopo qualche trattativa, i due hanno concordato una tariffa di circa 5.000 dollari (alcuni giornali hanno stimato che se fosse stato usato il tassametro il costo avrebbe dovuto essere di oltre 15.000 dollari) e hanno concesso ad Alam di passare da casa, per prendersi qualche vestito di ricambio e avvertire la moglie che sarebbe stato fuori casa per qualche giorno.
Il viaggio è durato infatti sei giorni, durante i quali è stata fatta tappa anche a Las Vegas, dove i due amici hanno anche vinto 2.000 dollari.

Sembra che l’idea del viaggio sia venuta a Belitsky (che evidentemente è uno che ha molto tempo libero…) dalla sua passione per i taxi e per una scommessa con il padre, tassista in pensione, che considerava i tassisti di New York degli inetti, incapaci di uscire dai confini della città.

Ciao e alla prossima,

Marco

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VIDEO DELLA SETTIMANA #01

Ciao a tutti,

oggi inauguriamo un’altra categoria

IL VIDEO DELLA SETTIMANA #01

Video della settimana #01

Video della settimana #01

Oggi inauguro l’ultima categoria della settimana, cosi tutti i giorni sono coperti da un “evento”.
Il martedi quindi parlerò un po di video. Video che trovo qua e la in rete.

Tempo avevo già dedicato un articolo su un sito di raccolta video, dal quale prenderemo gran parte di quelli che metteremo in questa rubrica.
Prima i filmato li postavo direttamente sulla mia pagina facebook, ma visto che trovo sempre molti commenti sui video che inserisco, ho deciso di metterne un po anche qui, una volta a settimana.
Vedremo di metterne non solo uno, ma almeno quattro cinque.
I siti dove andare a pescarli sono tanti, quindi confido di riunire per voi un po il meglio della settimana e farveli vedere qui in un’unica pagina.

Eccovi i video che ho scelto per voi oggi:

La rasatura più grande del mondo

Ragazzo mangia un barattolo di nutella in pochi minuti

Scherzo con Auto Lego

L’uomo che non conosceva le scale mobili

Giocoleria con la bici e l’amico

Ciao e alla prossima,

Marco

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Traduttore

Ciao a tutti,

eccovi l’app della settimana

TRADUTTORE

Traduttore

Traduttore

Traduttore basato su Google Translate che ti aiuta a tradurre il testo, ovunque tu sia.

Permette anche di tradurre intere frasi, oltre a semplici vocaboli.
Potete scaricarla gratis, come sempre dall’app store, QUI.

Ciao e alla prossima,

Marco

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E se iPhone 5 fosse così?

Ciao a tutti,

oggi vi presento un prototipo che ho visto in rete

E SE IPHONE 5 FOSSE COSI?

iPhone5 prototipo

iPhone5 prototipo

E se fosse cosi?
Come molti di voi sapranno, e se non lo sapete ve lo dico io ora, ci sono molti rumors in rete su come sarà il prossimo melafonino che dovrebbe, condizionale d’obbligo, uscire quest’autunno.

Diversi designer si son messi all’opera per creare concept su come potrebbe essere il nuovo iPhone5, e GIZMODO (si proprio loro, quelli che hanno svelato in anteprima iPhone4 tramite lo “scandalo” dell’iPhone “dimenticato” in un bar da un dipendente Apple).
Uno dei tanti prototipi pare essere questo, tutto nero, molto sottile, un corpo unico di metallo che contiene l’elettronica incastrata tra due strati di vetro ricurvo.
Piacerà?

Ciao e alla prossima,

Marco

 

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Voodoo Child

Ciao a tutti,

oggi parliamo di un’altra leggenda

VOODOO CHILD

Jimi Hendrix

Jimi Hendrix

James Marshall “Jimi” Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942 – Londra, 18 settembre 1970) è stato un chitarrista e cantautore statunitense.

Era uno dei maggiori innovatori nell’ambito della chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock attraverso un’inedita fusione di blues, rhythm and blues/soul, hard rock, psichedelia e funky.

Secondo la classifica stilata nel 2003, dalla rivista Rolling Stone, è stato il più grande chitarrista di tutti i tempi.

La sua esibizione in chiusura del festival di Woodstock del 1969 è divenuta un vero e proprio simbolo: l’immagine del chitarrista che, con dissacrante visionarietà artistica, suona l’inno nazionale americano in modo provocatoriamente distorto è entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo musicale.

Hendrix è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992.

Nel 1958 Jimi ebbe la sua prima chitarra.
Curioso è il fatto che la prima chitarra del giovane Hendrix fu una chitarra per destri, mentre lui fosse mancino.
Tuttavia imparò notevolmente in fretta a suonare la chitarra per destri girata al contrario, cosa che si porterà dietro per tutta la sua carriera artistica.

All’inizio degli anni sessanta, a causa di alcuni problemi con la legge, si trovò a dover scegliere tra un periodo di reclusione e l’arruolamento: scelta la seconda opzione fu mandato in Kentucky, dove per finir prima il servizio militare, si fece visitare più volte dallo psicologo dell’esercito dichiarando di essere omosessuale.
Stando ad alcune interviste rilasciate da Hendrix a proposito, invece, pare che al fine di ottenere la dispensa abbia addotto problemi alla schiena conseguenti a un lancio col paracadute.

Il 1966 fu l’anno della svolta per Hendrix.
Era nata la Jimi Hendrix Experience, la sua prima band ufficiale, dopo aver riproposto una sua versione di Hey Joe a Chandler, bassista degli Animals in cerca di successo come manager.

La selvaggia attitudine live del chitarrista lasciò allibiti anche strumentisti affermati come Eric Clapton e Jeff Beck, e l’aura che lo accompagnava gli permise ben presto di entrare nel salotto buono della musica dell’epoca.
Il primo brano ad essere dato alle stampe su 45 giri, nel dicembre 1966, fu proprio Hey Joe, che ebbe un’ottima risposta di vendite nel vecchio continente, interrompendo la propria ascesa al secondo posto nella classifica britannica dietro Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

la Experience però era in cerca dell’occasione giusta per sfondare negli States, dove era ancora sconosciuta.
L’occasione si presentò nel giugno del 1967, quando il gruppo venne invitato – dietro intercessione di Paul McCartney[– alla storica edizione del Monterey International Pop Festival.
Nei 40 minuti dell’esibizione Hendrix sollecitò la sua Fender Stratocaster in un modo fino ad allora inaudito arrivando a mimarvi rapporti sessuali, suonandola con i denti, dietro la schiena, contro l’asta del microfono e contro l’amplificazione.

Al termine dell’esibizione, per sottolineare la sua spasmodica necessità di estrarre nuove sonorità dallo strumento, le diede fuoco con del liquido per accendini e la distrusse contro palco ed amplificatori in una catarsi di feedbacks lancinanti.
I resti della chitarra che Hendrix distrusse quella sera furono recuperati e sono attualmente esposti all’Experience Music Project di Seattle.

Il 1967 vide l’uscita del seguito discografico di Are You Experienced? intitolato Axis: Bold as Love, registrato con l’accordatura della chitarra diminuita di mezzo tono, espediente destinato a diventare standard nella produzione del chitarrista.
L’album si rivelò comunque un successo, facendo aumentare considerevolmente le richieste di esibizioni dal vivo del gruppo e portando la Experience a suonare di fronte a platee sempre più ampie.

La gestazione dell’ultimo LP in studio di Hendrix, il doppio album Electric Ladyland, viene fatto senza lo storico manager, in contrasto ed esasperato dal chitarrista.
Si nota subito la differenza, nei minuti delle canzoni e nella situazione meno “convenzionale”.

Chandler non fu l’unica “vittima” dei famigerati tour de force musicali del chitarrista. In caduta libera erano anche i rapporti col bassista, che fecero sciogliere la band.
Oltre allo scioglimento della sua band originaria, Hendrix quell’anno dovette far fronte ad una serie di controversie legali che lo riguardarono in sede penale e civile; il 3 maggio 1969 il chitarrista venne tratto in arresto presso il Pearson International Airport di Toronto dopo essere trovato in possesso di hashish ed eroina.
Al processo, Hendrix riuscì a convincere la corte eccependo il fatto di non essere a conoscenza del modo in cui le sostanze stupefacenti erano finite nel suo bagaglio.

Il festival di Woodstock del 1969 fu sicuramente uno degli eventi più rappresentativi per l’intero immaginario collettivo correlato alla musica degli anni sessanta ed al movimento flower power.
In tale contesto, la performance di Jimi Hendrix divenne un vero e proprio simbolo del festival stesso oltre che del pensiero pacifista di quegli anni. L’esibizione del chitarrista era stata programmata in chiusura della rassegna, la sera del 18 agosto 1969, terzo ed ultimo di quei three days of peace, love and music: a causa però dei problemi tecnici e logistici che si verificarono, non ultimo il violento acquazzone che si abbatté sulla zona a metà del secondo giorno, la sua performance dovette essere procrastinata all’alba del giorno successivo.

L’enorme folla dei tre giorni precedenti (oltre 500.000 spettatori paganti) si era considerevolmente ridotta ed Hendrix chiuse il festival davanti ad un pubblico di dimensioni certo notevoli, ma decisamente inferiori alle aspettative: circa 200.000 spettatori, in larga parte esausti e storditi dopo tre giorni di kermesse ininterrotta.

DOpo questo spettacolo, comincia il lento declino di Jimi.
Concerti non bellissimi, colpa del crescente stato di alterazione di Hendrix, spesso pregiudizievole per la qualità delle sue esibizioni live, e la crescente conflittualità col pubblico, raramente appagato dalle oniriche proiezioni musicali che il chitarrista operava durante le sue esibizioni.

La mattina del 18 settembre 1970, Hendrix venne trovato morto nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent.
Fino ad oggi, non vi è una versione certa della morte del chitarrista.
La versione più diffusa, messa in circolo dalla sua ragazza tedesca Monika Dannemann, presente nella stanza al momento del fatto, racconta di come Hendrix sia soffocato nel suo vomito dopo un improvviso cocktail di alcool e tranquillanti.

Un’altra stella che è morta…o forse no.

Eccovi una delle canzoni del re della chitarra:

Ciao e alla prossima,

Marco

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Peter Falk

Ciao a tutti,

oggi approfitto della rubrica “che fine ha fatto” per dare l’ultimo saluto a

PETER FALK

Peter Falk

Peter Falk

Peter Michael Falk (New York, 16 settembre 1927) è stato un attore e produttore cinematografico statunitense.

Dico “è stato” perchè si è spento all’età di 83 anni nella sua villa a Beverly Hills il 23 giugno 2011, quindi pochi giorni fa.
Approfitto di questo blog e di questa rubrica per dare memoria a questa icona dello spettacolo che tutti conoscono come IL TENENTE COLOMBO.

Una curiosità: a causa di un tumore, all’età di tre anni Peter fu sottoposto a un intervento chirurgico di asportazione dell’occhio destro, in seguito al quale gli fu impiantata una protesi oculare che egli portò durante tutta la sua esistenza e contribuì in maniera determinante alla sua affermazione come attore, conferendogli quella particolarità dello sguardo che divenne il suo marchio di fabbrica.

Qui sotto uno tributo del Tenente Colombo:

Ciao e alla prossima,

Marco

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