Archivi categoria: Tecnologia e futuro

Telecomando col pensiero

telecomando col pensiero

telecomando col pensiero

Il CES 2012 ci ha presentato molti modelli di tv che si controllano con i gesti, ma la frontiera è rappresentata dal controllo con la mente.

A Las Vegas infatti han svelato il prototipo di un televisore che si controlla con la mente.
La chiave del sistema sta nel sensore, sviluppato da NeuroSky, che è in grado di leggere le onde cerebrali e tradurle in comandi.

Per il momento il controller è in grado soltanto di guidare il personaggio di un videogioco attraverso un labirinto bidimensionale.
In futuro, però, sarà possibile regolare il volume e cambiare canale semplicemente pensando all’azione che si vuole compiere.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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3D del futuro è senza occhialini

Tobii eye tracker

Tobii eye tracker

Il futuro del 3D è senza occhiali, anche sui pc.
Tobii ha presentato un nuovo dispositivo per il tracciamento oculare, più piccolo e economico di qualsiasi altra tecnologia attualmente sul mercato.
Tobii era salita agli onori della cronaca un paio di mesi fa quando, al recente CES di Las Vegas, avevo mostrato al grande pubblico l’interfaccia Gaze per Microsoft Windows 8 , la prima in assoluto a offrire un controllo completo del PC solo attraverso i soli movimenti degli occhi.
Ora l’azienda svedese torna alla ribalta grazie a IS-2 Eye Tracker, una periferica grande quanto una penna a sfera, in grado di rilevare i movimenti dei nostri bulbi oculari fino a 30 volte al secondo.

Il nuovo dispositivo consentirà di integrare un sistema di controllo oculare anche nelle più comuni televisioni da salotto, dai 46 pollici in giù, nei notebook e, perché no, anche nei tablet.
L’utente, inoltre, sarà libero di sistemarsi alla distanza che preferisce e con qualsiasi angolo di visuale rispetto al display, perché l’IS-2 Eye Tracker individuerà istantaneamente la sua posizione e adatterà di conseguenza l’immagine visualizzata in 3D.

Prima di poter ammirare il controllo oculare nei personal computer, dovremo attendere almeno un paio d’anni, ma siamo certi che questo è il futuro.
Sembra di rivivere quanto accaduto nell’ultimo decennio con il touchscreen: tutti, almeno all’inizio, lo consideravano una tecnologia quasi esotica, mentre adesso è diventato la norma.
Se, poi, Apple decidesse di appoggiarsi a Tobii per una futura gamma di MacBook o di iTV , il processo potrebbe subire una brusca accelerata, per la gioia dei fanatici del 3D.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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Il Pc a 35 dollari

Raspberry Pi

Raspberry Pi

Raspberry Pi è un microcomputer inglese che costa solo 35 dollari.
È in commercio da poco più di 24 ore e già è diventato un oggetto di culto.

Nelle principali catene di elettronica del Regno Unito è possibile acquistare il Raspberry Pi modello B alla modica cifra di 22 sterline, un PC perfettamente funzionante, costituito semplicemente da una scheda madre con un chip che riunisce un processore ARM11 a 700 MHz, un acceleratore grafico VideoCore IV e 256 MB di memoria SDRAM.
Dispone, tra l’altro, di un’uscita HDMI per poterlo collegare a qualsiasi monitor o TV di ultima generazione , un paio di porte USB 2.0, una scheda di rete e un lettore di memory card di tipo SD.

All’utente finale spetta il compito di completare il PC, con tutte le periferiche necessarie per il suo funzionamento e, soprattutto, con il sistema operativo.
La fondazione consiglia di installare una qualsiasi versione di Linux o di RISC OS, entrambi gratuiti e testati con successo nel modello in questione.

Considerato il prezzo di vendita, non esiste istituto scolastico in Europa che non possa permettersi i computer Raspberry Pi, sia per gli uffici che per i laboratori degli studenti.
PC con questo potenziale, inoltre, possono tranquillamente approdare nei salotti delle nostre case, magari sotto forma di media center low cost.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Ferrari 620 GT

Ferrari 620 GT

Ferrari 620 GT

Per tecnologia e futuro, questa settimana parlo di motori.
Spesso parlo di innovazioni tecnologiche sull’informatica o cellulari, Apple in particolar modo dato il mio uso quotidiano.
Per variare un pò ho trovato questo articolo interessante sulla nostra casa automobilistica di punta, famosa in tutto il mondo.

Cresce l’attesa per la presentazione della Ferrari 620 GT in programma per il prossimo 29 febbraio.
Arrivano finalmente da Maranello le prime indiscrezioni sull’erede della Ferrari 599 GTB Fiorano.
Si chiamerà Ferrari 620 GT e promette di essere la Rossa più veloce di tutti i tempi.
Il “rombo dei motori”, ossia la presentazione ufficiale è fissata per il prossimo 29 febbraio, anche se negli ultimi giorni sono spuntati su YouTube due teaser ufficiali (vedi sotto).
La Ferrari 620 GT sarà la protagonista, in tutto il suo splendore, del Salone di Ginevra in programma dall’8 al 18 marzo.

I due teaser ufficiali accentuano la suspense, ma è evidente che la linea della Ferrari 620 GT seguirà il filone inaugurato dalla Ferrari 458 Italia e dalla FF caratterizzate da un profilo morbido e fluido scolpito dal vento da cui spuntano prese d’aria degne di un’opera d’arte.
Ripreso dalla FF anche il cuore di questo nuovo bolide di Maranello, ovvero un motore 6,3 litri V12 benzina in una nuova declinazione da 740 cavalli che, unito al peso di soli 1525 kg, promette prestazioni da capogiro.

L’aspetto che maggiormente ha stupito – insieme alla potenza da record – sono le prestazioni che riuscirà a sprigionare questo magnifico V12.
Le indiscrezioni parlano di un passaggio da 0-100 in appena 3,1 secondi e una velocità massima di 340 chilometri orari a cui va aggiunta l’emozione di una coppia torcente che raggiungerà l’80% delle sue possibilità a soli 2.500 giri al minuto. Ancora avvolta dal mistero l’adozione della trazione integrale in stile FF, anche se potrebbe essere una scelta possibile vista la difficoltà di scaricare a terra tutta la rabbia di questo gioiello hi-tech.
Che dire, non ci resta che aspettare con ansia il debutto della nuova regina delle supercar per poterla toccare con mano e soprattutto gustare la sinfonia che il V12 farà vibrare attraverso gli scarichi.

Eccovi uno dei teaser sulla rete:

Ciao e alla prossima,

Marco

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Il 4G in Svezia, presto in Italia?

Il 4G in Svezia, presto in Italia?

Il 4G in Svezia, presto in Italia?

La Svezia è il primo paese europeo a offrire reti mobile di quarta generazione.
La tecnologia LTE, meglio conosciuta come 4G, arriva finalmente anche in Europa.
E noi come a che punto siamo?

La banda larga su smartphone e tablet arriva finalmente anche nel Vecchio Continente.
Se negli Stati Uniti e in Giappone è già una realtà, l’Europa ha impiegato più tempo per assegnare le frequenze .
La rivoluzione parte, però, dalla Svezia che sarà il primo paese “compatibile” con le reti LTE, meglio conosciute come 4G.
La conferma arriva da Samsung che ha annunciato la commercializzazione del suo Samsung S II LTE con Android 2.3 proprio nel paese scandinavo.
E si vocifera che anche Apple si stia convertendo al 4G.

La rete LTE (Long Term Stable) è il sogno di tutti i possessori di un dispositivo mobile.
A chi non piacerebbe navigare a velocità da capogiro con il plus della mobilità?
A stuzzicare il desiderio dei possessori di smartphone e tablet è la promessa di scaricare alla velocità massima teorica di 326,4 Mb al secondo – e superarla abbondantemente in futuro – e 86,4 Mbps in upload.
Stiamo parlando prestazioni di gran lunga superiori alle connessioni attualmente disponibili.
Basti pensare che la migliore linea mobile, ossia la HSPA+, non va oltre picchi massimo (sempre teorici) di download e di upload rispettivamente di 28 e 11 Mbps.
E, tra l’altro, la copertura è limitata quindi bisogna accontentarsi il più delle volte di linee tecnicamente inferiori, ovvero l’HSPA e il 3G.

E in Italia?
L’asta per le frequenze dell’LTE in Italia si sono concluse nel settembre dello scorso anno e assegnate (in varie percentuali) ai nostri quattro principali operatori (3 Italia, Wind, Telecom, Vodafone).
E, dopo le sperimentazioni, sono partiti test sul campo in città come Torino.
Sul campo perché Vodafone, per esempio, ha deciso di far assaggiare il 4G agli appassionati di calcio portandolo nei principali stadi italiani, iniziando da marzo proprio da quello di Torino.

Ciao e alla prossima,

Marco

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iPad 3 pronto al lancio

Apple iPad3

Apple iPad3

Manca meno di un mese al lancio di iPad3.
Fonti attendibili, nel corso negli ultimi mesi, hanno delineato l’identikit del prossimo tablet di Cupertino.
Ecco quali sono le caratteristiche più probabili.

A tutto schermo – Alcuni esperti del settore, prima dell’annuncio dell’iPad 2, davano per certo un Retina display – come quello dell’iPhone 4 e poi 4S – anche sul tablet di Apple.
Lo schermo è, invece, rimasto alla risoluzione di 1.024 x 768 pixel, come il primo modello, quindi è molto probabile che Apple dovrà passare allo step successivo con l’iPad 3.
È quindi che tutti diano per scontato un upgrade in tal senso.
Una gola profonda di Bloomberg sostiene che la risoluzione avrà una densità di pixel tale da rivaleggiare con la carta stampata, mentre altri parlano di un “raddoppio” – 2.048 x 1.536 – per permettere all’iPad 3 di visualizzare i contenuti offerti da servizio video come Netflix e Hulu a una qualità superiore a qualsiasi altro tablet in circolazione.
Senza contare la possibilità di sfruttare al massimo i giochi e le applicazioni di ultima generazione .

A5 vs A6 – Se l’iPad 2 non ha riservato grandi sorprese sul versante display, ha invece raddoppiato la potenza e le prestazioni grafiche rispetto all’antenato grazie al nuovo processore A5 dual core.
Un chip presente adesso anche sull’iPhone 4S che gli permette di andare come una scheggia e aiuta l’assistente vocale Siri a rispondere alla raffica di richieste e domande degli utenti (al momento solo in lingua inglese… ).
Se Apple dovrà darsi da fare per potenziare lo schermo, è molto probabile che sarà anche “costretta” ad aumentare la velocità di calcolo del processore.
Il sito Boy Genius ha recentemente fornito dettagli su un probabile chip A6 con tecnologia quad-core che dovrebbe debuttare proprio sull’iPad 3.
Il nuovo processore, complice un aumento della memoria Ram, dovrebbe essere in grado di stare al passo con uno schermo ad altissima definizione .

3G or 4G? – Apple è stata molto chiara sull’argomento: non passerà alla tecnologia 4G LTE finché non la riterrà affidabile per l’utente. Ossia finché le reti di quarta generazione non saranno ampiamente diffuse sul territorio.
L’iPhone 4S, infatti, è fermo al 3G ma c’è chi sostiene che l’iPad 3 potrebbe “correre” sul web più velocemente del suo parente telefonico.
Varie fonti, tra cui partner giapponesi di Apple, sostengono che l’azienda di Cupertino sta seriamente pensando di fare il grande passo verso il 4G anche perché aziende come AT&T e Verizon stanno spendendo un capitale per aggiornare le proprie reti mobile.
E un iPad 3 che scorrazza a tutta birra sul web non farebbe altro che velocizzare il passaggio alle reti di quarta generazione.

New look? – Ma come sarà esteticamente il nuovo tablet di Apple ?
Se c’è un aspetto su cui un po’ tutto il web concorda è che Apple non cambierà il look dell’iPad 3, almeno non radicalmente.
L’azienda di Cupertino, in effetti, aveva già rivoluzionato l’aspetto dell’iPad 2 rispetto al “vecchio” modello trasformandolo in una vera “sottiletta”.

A breve vedremo come sarà questo iPad3.

Ciao e alla prossima,

Marco

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iMac con touchscreen nel futuro

Apple iMac touch

Apple iMac touch

Per quanto possa apparire strano usare il touch su un desktop da 27 pollici, la tecnologia touchscreen è il futuro ovvio dei computer.
Quindi non sorprende che Apple abbia alcuni brevetti che fanno pensare ad un’interfaccia touch per l’iMac.
Stando a PatentlyApple, l’ultimo brevetto pubblicato dall’USPTO ieri mostra elementi di una nuova GUI che potrebbero migliorare il potenzialmente confuso layout di un’interfaccia utente ibrida OS X/touchscreen.
A quanto si sa, non c’è niente di estremamente rivoluzionario, ma trasformare in modo elegante il mouse e i click in azioni touch è un’idea che alletta parecchio.

Certo è che in operazioni del genere, il difficile sta nei dettagli.
Ed è altrettanto certo che questo brevetto non è la prova definitiva che la prossima generazione di iMac avrà dei touchscreen, ma è evidente che Apple vede i touchscreen nel futuro degli iMac, o almeno in quello di Mac OS X.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Il 2012 è l’anno della realtà aumentata

Realtà Aumentata

Realtà Aumentata

Il colosso di Mountain View, dopo aver introdotto la nuova modalità di visualizzazione isometrica in Google Earth e Google Maps , ha deciso di migliorare l’esperienza delle sue mappe tramite il nuovo motore grafico WebGL.
Chi ha un computer particolarmente datato o una scheda grafica poco performante, purtroppo, non avrà notato alcuna differenza: tutti gli altri, invece, adesso possono muoversi liberamente all’interno delle mappe e inoltre, impostando un percorso, veder spuntare un apposito tasto che permette di simulare l’intero viaggio.
E non è tutto: dopo le strade, Google sta riprendendo anche gli interni degli edificie, quando l’opera sarà completata, potrà ricostruire in 3D tutto il pianeta “calpestabile”.

Anche Microsoft si sta muovendo nella stessa direzione e vorrebbe trasformare il “giovane” Bing Maps nel maggior concorrente dei servizi offerti da Google, partendo proprio dalle planimetrie di luoghi pubblici e centri commerciali.

Shopping aumentato – Amazon sa bene che non potrà mai competere con colossi come Google e Microsoft, così ha deciso di puntare su quello che sa fare meglio: vendere online.
E cosa c’è di meglio di un’applicazione gratuita – da installare sul telefonino – che ti permette di identificare qualsiasi prodotto e di trovare in rete l’offerta migliore per poterlo acquistare?
Il programma si chiama Flow ed è già disponibile sull’App Store americano, qualora fossi interessato a provarlo.
Non farà di certo la felicità dei piccoli negozianti, ma l’idea di fare shopping ai prezzi più vantaggiosi alletterà sicuramente i consumatori.
Non dimentichiamo, poi, che Amazon ha da poco rilevato un’azienda che sviluppa sistemi di riconoscimento vocale, quindi un nuovo Siri potrebbe essere dietro l’angolo.

Apple che fa? – L’azienda di Cupertino, grazie a Siri , ha ribadito la sua supremazia nel settore degli smartphone e tablet ma, a ben guardare, non è tutta farina del suo sacco.
Il suo assistente vocale si appoggia proprio su Google per effettuare le ricerche sul Web, così come l’app iOS “Mappe” si rivolge alle Google Maps in caso di necessità.
Apple, però, sta cercando di diventare autonoma e indipendente e, proprio in quest’ottica, ha acquisito lo scorso novembre C3 Technologies, un’azienda specializzata nello sviluppo di modelli stradali tridimensionali.

Realtà alle porte – Tutte queste novità hanno un denominatore comune: chi vorrà sperimentarle dovrà possedere uno smartphone di ultima generazione, questo è certo.
Pertanto, sarà la telefonia mobile a fare da traino alle tecnologie di realtà aumentata, e chissà fino a che punto potranno spingersi nei prossimi mesi, quando potranno far affidamento su dispositivi avveniristici del calibro del Samsung Galaxy S3 e dell’iPhone 5.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Il futuro delle TV

Il futuro delle tv

Il futuro delle tv

Dopo aver ormai saturato il mercato con televisori ad alta definizione e dotati di funzioni 3D, i produttori di televisori hanno bisogno di proporre qualcosa di nuovo per rivitalizzare un mercato che, secondo le previsioni, rimarrà “piatto” per i prossimi due anni.

Al CES di quest’anno qualche anticipazione su quello che potrà riservarci il futuro delle TV in effetti si è visto, e riguarda il miglioramento della qualità d’immagine e della definizione, con nuovi pannelli in grado i mostrare ogni minimo dettaglio senza compromessi.
Le TV con risoluzione 4K (ovvero circa quattro volte quella dei televisori Full HD) non sono certo una novità, ma in questa edizione del CES se n’è visto qualche modello in più.
Per esempio, LG ha mostrato un pannello 4K da 85” di diagonale, che arriverà sul mercato per la fine di quest’anno a un prezzo ancora da definire.
Sony, invece, ha esposto al CES un prototipo 4K con l’innovativa tecnologia Crystal LED, una novità destinata inevitabilmente a rivoluzionare il settore.
Si tratta di una tecnologia che non utilizza il pannello LCD con un sistema di retroilluminazione a LED, ma di un pannello in cui gli stessi LED formano l’immagine.
Ogni punto è infatti costituito da tre microscopici LED di colore rosso, verde e blu, che illuminandosi autonomamente non hanno bisogno di altre fonti di illuminazione.

Il risultato sarebbe molto simile, se non migliore, a quello dei pannelli OLED, con un rapporto di contrasto virtualmente infinito, un livello del nero eccezionale e un angolo di visione molto ampio.
Un aspetto straordinario delle TV con tecnologia OLED è però la possibilità di ridurne lo spessore a livelli mai visti: la versione Samsung è infatti spessa meno di 1 cm, mentre quella di LG non supera addirittura i 4 mm.

L’ultima novità presentata al CES nel settore delle TV che vale assolutamente la pena di segnalare è quella che ha mostrato Sharp in un prototipo di televisore con diagonale di 85” e una risoluzione eccezionale, 16 volte superiore a quella dei modelli Full HD da 1.080 linee.
Stiamo parlando del primo schermo con risoluzione 8K, costituito cioè da oltre 33 milioni di singoli pixel (7.680×4.320). Non si tratta però di un prodotto destinato ad essere lanciato sul mercato, ma solo la dimostrazione che Sharp è già pronta ad affrontare il futuro dei televisori.
Anche perché, ora come ora, di contenuti realizzati nella risoluzione 8K non ne esistono, quindi oggi uno schermo del genere sarebbe praticamente inutile.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Auto ad aria compressa

Auto ad aria compressa

Auto ad aria compressa

Per “tecnologia e futuro” oggi vi segnalo un link che mi han mandato, molto interessante.
La notizia è vecchia di qualche anno, ma come al solito la reticenza di queste notizie è sempre la stessa: si censurano queste innovazioni perchè evidentemente dan fastidio a qualcuno.

Dopo quattordici anni di ricerca e sviluppo, Guy Negre ha sviluppato un motore che potrebbe diventare uno dei più grandi progressi tecnologici di questo secolo.
La sua applicazione nei veicoli CAT (Compressed Air Technology) dà loro significativi vantaggi economici e ambientali.
Con l’inserimento di bi-energia (aria compressa + carburante), i veicoli CAT possono percorrere fino 2000 km con zero inquinamento nelle città e con un inquinamento ridotto notevolmente al di fuori delle aree urbane.
L’applicazione del motore MDI in altri settori, al di fuori del settore automobilistico, apre una moltitudine di possibilità in campo nautico, co-generazione, motori ausiliari, gruppi elettrogeni.
L’aria compressa è una nuova forma di energia di facile accumulo e trasporto, a differenza dell’energia elettrica.
MDI è molto vicino ad avviare la produzione di una serie di motori e veicoli.
La società è finanziata dalla vendita di licenze di produzione e brevetti in tutto il mondo.
Recentemente è stato siglato in accordo con la casa automobilistica indiana Tata Motors, da sempre molto attenta alle tematiche ambientali.
Guy Negre di MDI ha commentato: ” MDI è da molti anni impegnata nello sviluppo di motori ecocompatibili; siamo felici di concludere questo accordo con la Tata Motors e collaborare con questo importante gruppo industriale per sviluppare una nuova tecnologia che permetta di ridurre i costi per le varie applicazioni sul mercato indiano che deve far fronte a enormi problemi ambientali.
Abbiamo sviluppato questa nuova tecnologia per le altre applicazioni, la nostra priorità è il rapporto qualità prezzo nel rispetto dell’ambiente.”

Questo il video su youtube, sicuramente più esaustivo:

Primo veicolo in commercio è la MiniCat’s (foto): 2,65mt di lunghezza, larghezza e altezza standard, 3 posti e il bagagliaio di una berlina…bè niente male…ah: non inquina!!!

Ciao e alla prossima,

Marco

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