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Dark Shadows

Nell’anno 1752, Joshua e Naomi Collins, insieme al loro giovane figlio Barnabas, salpano da Liverpool, Inghilterra, per cominciare una nuova vita in America.
Ma anche un oceano non basta per sfuggire alla misteriosa maledizione che affligge la famiglia.

Due decenni passano e Barnabas ha il mondo ai suoi piedi, o almeno la città di Collinsport, Maine.
Barnabas, signore di Collinwood Manor, è ricco, potente e un esperto playboy, finché non commette il terribile errore di spezzare il cuore di Angelique Brouchard (Eva Green).
Una strega in tutti i sensi, Angelique lo condanna a un destino peggiore della morte, trasformandolo in vampiro e seppellendolo vivo.
Due secoli più tardi, Barnabas viene liberato involontariamente dalla sua tomba ed emerge nel diversissimo mondo del 1972.
Tornato a Collinwood Manor, scopre che la sua un tempo grande proprietà è caduta in rovina.
Ciò che rimane della famiglia Collins se la passa poco meglio, e ciascuno nasconde oscuri segreti.

Eccovi il trailer di Dark Shadows offerto da MEGANTEPRIMA, mio canale youtube:

Per cinema paradiso, eccovi Dark Shadow, in uscita l’11 maggio 2012.

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Il segreto di un perfetto sonno

Aprile dolce dormire” è il detto. Ma per molti una buona nottata di sonno non è così facile da ottenere.
Uno studio inglese su 2.000 adulti che dicono di “dormire bene” ha cercato di identificare i “segreti” per avere una buona notte di sonno.

Quello che succede la sera, prima di andare a dormire, è determinante per il riposo successivo, che spesso è rovinato da attività troppo impegnative che alzano i livelli di adrenalina e rendono così difficile il sonno. Il segreto è dunque quello di rilassarsi prima di andare a letto.

Ecco la “ricetta” per il sonno perfetto, identificata dai ricercatori inglesi:

  • Guardare 1 ora e 46 minuti di televisione, preferibilmente una soap opera o un quiz
  • Parlare con qualcuno per 41 minuti
  • Navigare su internet per 51 minuti
  • Concedersi almeno 2 ore e 7 minuti di riposo dopo aver cucinato, lavato i piatti e pulito
  • L’ultimo cibo prima di andare a letto (la cena) dovrebbe essere consumato esattamente alle 20:29
  • L’ultima bevanda prima di andare a letto (il tè, suggeriscono i ricercatori da bravi inglesi) dovrebbe essere consumata alle 21:10
  • Andare a letto esattamente alle 22:00
  • Leggere per 20 minuti (ma va bene anche navigare su internet con lo smartphone)
  • Addormentarsi alle 22:26
  • Dormire in pigiama
  • Dormire sul lato destro del corpo, meglio se abbracciati da dietro dal partner
  • Svegliarsi alle 6:47, al suono della sveglia
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VIDEO DELLA SETTIMANA #42

Come ogni martedi, appuntamento con i video pescati in rete. Buona visione!

PELARE UNA MELA IN 18 SECONDI

NON STOP BALLERINO

CREARE I SUONI DEI VIDEOGAMES

WIN COMPILATION

NON SCHIACCIATE QUEL PULSANTE

 

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Tutta la verità sulle nuove connessioni 4G

Le connessioni 4G sono davvero dieci volte più veloci di quelle 3G?
Attenzione, perché non è tutto oro quello che luccica.
Esistono, in realtà, tanti altri parametri da considerare e, a conti fatti, le performance non sono poi così straordinarie.

Il 4G è diventato ormai il tormentone del marketing nel campo delle telecomunicazioni: se un’azienda vuole lanciare uno smartphone di successo quest’anno non può prescindere da questo tipo di connessione.
Accantonato il termine LTE, che non è più di moda, adesso tutti inseriscono ovunque la dicitura 4G, strombazzando velocità supersoniche: le pubblicità parlano addirittura di prestazioni dieci volte superiori a quelle del vecchio 3G.
Anche Apple punta molto su questa tecnologia e con la versione 5.1 di iOS ha introdotto il logo 4G, che compare soltanto nelle zone coperte dal segnale.

Le connessioni di quarta generazione sono sì più veloci e performanti, ma bisogna fare attenzione a non abbandonarsi a facili entusiasmi, per non rimanere poi delusi dalla prova sul campo.
Non dobbiamo dimenticare che questa nuova tecnologia riguarda solo il collegamento dei dispositivi finali con le celle delle compagnie telefoniche, e i relativi gateway a cui si appoggiano.
Occorre, inoltre, ricordare che si tratta pur sempre di connessioni wireless, pertanto soggette a disturbi legati alla distanza, agli ostacoli fisici e alle interferenze e, inevitabilmente, hanno tempi di latenza piuttosto alti.

Un collegamento a Internet dipende da una miriade di fattori differenti e il 4G rappresenta soltanto la punta di un iceberg: tra DNS, servizi di terze parti e server di hosting, spesso la velocità di trasmissione è nettamente inferiore al vecchio standard 3G.
In parole povere, un conto è la velocità della rete e un altro quella del web: per questo, l’aumento della prima non implica un incremento proporzionale della seconda.
Conti alla mano, con gli smartphone di vecchia generazione si navigava attorno ai 2 Mbps, mentre i nuovi oscillano tra i 3 e i 5 Mbps: siamo lontani anni luce dai 100 Mbps “teorici”.

È come se comprassimo una Ferrari 620 GT per arrivare prima in ufficio: tra le strade dei centri urbani a una sola corsia e il traffico dei pendolari che le percorrono, sarebbe comunque impossibile andare più forte di una comune utilitaria.
A questo punto, a parità di velocità, gli converrà contenere i consumi, e altrettanto dovrà fare chi fornisce servizi via Internet.
Per migliorare le comunicazioni, non è tanto importante aumentare la velocità della rete, quanto piuttosto ridurre il traffico che la attraversa, con la compressione e l’ottimizzazione dei dati.

La rivoluzione del 4G è quindi rimandata, perché si tratta comunque di una tecnologia che fa più fumo che arrosto e, inoltre, almeno per i primi tempi sarà limitata ai dispositivi più costosi.
Sarà, invece, diverso il futuro del protocollo HTTP 2.0, che non richiederà costi aggiuntivi e di cui tutti potranno beneficiare.
D’altra parte, come diceva il saggio imprenditore Henry Ford, “c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.

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Forever Young

Purtroppo ieri è morto un ragazzo di neanche 26 anni, mentre giocava a calcio una partita di serie B.

Questa canzone, come la rubrica di oggi, è dedicata a lui, a PierMario Morosini. Scomparso ieri a causa di un infarto durante la partita Pescara-Livorno.
Dopo un tentativo di rianimazione, PierMario si è spento all’ospedale poche ore dopo la partita.

Ciao PierMario.

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Ronaldo

Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto in Europa semplicemente come Ronaldo (Rio de Janeiro, 22 settembre 1976), è un ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante.

Soprannominato Il Fenomeno è considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio.
Inserito da Pelé nel marzo 2004 nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, con la Nazionale brasiliana vanta 98 presenze e 62 gol e si è laureato per due volte campione del mondo, nel 1994 e nel 2002.
È stato eletto per 3 volte FIFA World Player (1996, 1997, 2002) e per 2 volte Pallone d’oro (1997, 2002).
È il miglior marcatore assoluto della storia dei Mondiali con 15 gol in 19 partite, uno in più di Gerd Müller e Miroslav Klose.

Ha iniziato la propria carriera professionistica nel 1993 tra le file del Cruzeiro per poi trasferirsi in Europa al PSV Eindhoven.
Dopo due stagioni nei Paesi Bassi, Ronaldo nel 1996 si è trasferito in Spagna, al Barcellona.
Nel 1997 è stato ceduto all’Inter dove la sua permanenza è stata condizionato da due gravi infortuni.
Dopo cinque anni tra le file dei nerazzurri, il brasiliano è tornato in Spagna, questa volta al Real Madrid.
Ha trascorso 4 stagioni e mezza nella squadra madrilena e nel 2007 è passato al Milan, dove ha subito un nuovo grave infortunio.
Dal 2009 al 2011, anno del ritiro dal calcio giocato, è tornato in patria giocando per il Corinthians.
Dopo il ritiro è diventato agente pubblicitario della sua società di sportmarketing, la 9ine Sport & Entertainment.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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American Pie: ancora insieme

Nella commedia American Pie: ancora insieme, tutti i personaggi di American Pie che abbiamo conosciuto più di 10 anni fa fanni ritornano alla cittadina di East Great Falls per una riunione dei compagni delle scuole superiori.

In un weekend molto atteso, scopriranno cosa è cambiato, chi è rimasto sempre lo stesso e che il tempo e la distanza non possono rompere il legame dell’amicizia.
Era l’estate del 1999 quando quattro ragazzi della piccola città del Michigan iniziarono la loro ricerca sulla sessualità.
Negli anni trascorsi da allora, Jim e Michelle si sono sposati mentre Kevin e Vicky si sono lasciati. Oz e Heather sono cresciuti distanti, mentre Finch desidera ancora la madre di Stilfer.

Eccovi il trailer offerto da MEGANTEPRIMA, mio canale youtube.

American Pie: ancora insieme uscirà nelle sale il 4 maggio 2012.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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Ricercato si iscrive in Polizia: arrestato

Ci si aspetterebbe, normalmente, che un ricercato cerchi di stare il più possibile lontano dalla polizia. Ma non sempre è così.

Rome Montiliano era stato identificato come l’autore di una rapina in un discount di Chula Vista, al confine tra California e Messico, dal quale era riuscito anche a sottrarre un televisore, un lettore dvd e un telefono cellulare.

La polizia aveva perso le sue tracce, quando il suo nome è apparso nel luogo più inaspettato: Montiliano infatti si è iscritto ad un test di accesso all’accademia di polizia di Las Vegas. Gli agenti hanno facilmente identificato l’uomo, confermandone l’identità quale autore del furto.

Quando però il dipartimento di polizia di Las Vegas, il giorno del test, ha ricevuto la telefonata di Montiliano che diceva di essere in ritardo, perché aveva problemi con l’auto, gli agenti erano convinti che non si sarebbe fatto vivo, ritenendo che forse si era reso conto del fatto che se fosse arrivato sarebbe stato certamente arrestato.

Con sommo stupore della polizia, però, Montiliano è arrivato (in autobus) e si è presentato per il test. Gli agenti increduli gli hanno chiesto di uscire dalla sala dell’esame, e l’hanno accompagnato in un ufficio dove l’hanno arrestato. Montiliano l’ha presa con filosofia, chiedendo se prima di essere arrestato poteva completare il test. Al diniego degli agenti, Montiliano ha chiesto se almeno gli avrebbero consentito di fare il test la prossima volta.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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VIDEO DELLA SETTIMANA #41

Eccoci come sempre alla nostra rubrica settimanale con la raccolta video.

DOPPIO SENSO

2 MAGHI E 7 IPAD

FABBRICA DI PRESERVATIVI

TELECOMANDO PER ORCHESTRA

100 MOTIVI PER FARE IL JAILBREAK

Ciao e alla prossima,

Marco

 

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L’era glaciale

L’Era Glaciale: Il Villaggio” è un titolo manageriale, prodotto dalla Fox Games in collaborazione con la casa produttrice Blue Sky.
Riprendendo lo stile introdotto da molte applicazioni che hanno riscosso un notevole successo (si pensi a Smurf’s Village o al recente gioco The Simpsons: Tapped Out), anche “L’Era Glaciale: Il Villaggio” ci offre la possibilità di costruire un piccolo paesino per ospitare gli abitanti dell’era glaciale; il nostro compito sarà quello di far crescere e vivere in armonia le varie specie ospitate, tra cui ci saranno – ovviamente – bradipi, mammuth, smilodonti, e così via.

L’applicazione appare subito molto semplice da utilizzare, grazie ad un tutorial che ci assisterà nei primi passi nel gioco.
Il gameplay è tipico delle applicazioni freemium: per compiere determinate azioni dovremo “spendere” delle monete-ghiande (o delle ghiande vere e proprie), mentre dalle famiglie del villaggio potremo riscuotere periodicamente denaro e ghiande.
Come ogni applicazione freemium che si rispetti, per accorciare i tempi d’attesa per poter compiere le varie azioni potremo utilizzare dei bonus acquistabili mediante acquisti In App.

In definitiva, il gioco appare ben strutturato, semplice da utilizzare e molto intuitivo, soprattutto grazie ail tutorial iniziale molto utile.
La grafica del gioco è ottimamente adattata al retina display;i comandi, anche sul piccolo schermo di iPhone o iPod Touch, sono ben distribuiti e facilmente accessibili.

L’era glaciale Village è disponibile gratis QUI su iTunes Store.

Ciao e alla prossima,
Marco Ciaccia

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