Approfitto di questa rubrica per dare omaggio alla cantante scomparsa settimana scorsa.
Amy Jade Winehouse (Londra, 14 settembre 1983 – Londra, 23 luglio 2011) è stata una cantautrice britannica.
Ha debuttato nel mondo della musica pubblicando, nel 2003, per l’etichetta discografica Island, l’album di debutto Frank, che riscuote un buon successo di pubblico e critica.
Il vero successo arriva nel 2007, con l’uscita del secondo album Back to Black, che trainato da singoli come Rehab, Love Is a Losing Game e l’omonima traccia Back to Black ha scalato le classifiche mondiali, ottenendo un successo che l’ha portata alla vittoria di cinque Grammy Awards.
Contemporaneamente, l’artista ha fatto spesso parlare di sè per severi problemi legati a droga, alcool e disordini alimentari che l’hanno portata a ritardare la realizzazione del suo terzo album fino alla prematura morte, avvenuta nella sua casa, a Londra, in circostanze ancora da chiarire.
Amy Jade Winehouse proviene da una famiglia ebraica (il padre fa il tassista e la madre è infermiera).
Cresce nel vicino quartiere di Southgate, dove frequenta la Ashmole School.
All’età di dieci anni fonda un gruppo rap amatoriale chiamato Sweet ‘n’ Sour, as Sour.
Lo descrive come la versione bianca ed ebraica delle Salt-n-Pepa.
A tredici viene espulsa da scuola perché non si applica e a causa di un audace piercing al naso.
Il suo album di debutto, Frank, viene pubblicato il 20 ottobre 2003.
Viene prodotto principalmente da Salaam Remi, con molte influenze jazz e salvo due cover, ogni canzone è scritta (anche se non interamente) dalla Winehouse.
L’album riceve critiche positive, due dischi di platino e vende in totale 1 milione e mezzo di copie. La sua voce viene paragonata a quella di Sarah Vaughan e Macy Gray.
Il 27 ottobre 2006 viene pubblicato a livello mondiale l’album Back to Black, che in Inghilterra arriva alla vetta della UK Albums Chart in pochissime settimane.
Negli USA l’album raggiunge la posizione numero 7º ed è un debutto molto alto per un disco di una cantante inglese nella Billboard 200.
Il singolo apripista ad aver anticipato l’uscita dell’album è Rehab, pubblicato il 23 ottobre 2006, che diviene un tormentone mondiale.
Il 10 febbraio 2008 vince cinque Grammy Award. La cantante si aggiudica così tre dei quattro premi più importanti e si allinea alle altre quattro cantanti che abbiano ottenuto un numero così elevato di riconoscimenti in un solo anno: Lauryn Hill, Alicia Keys, Norah Jones e Beyoncé.
Dopo le vicende inerenti alla sua salute che l’hanno coinvolta all’inizio dell’estate 2008, Amy è stata in cura per ritornare a casa sua dai suoi genitori.
Allo stesso tempo, proseguivano i lavori per il nuovo album; a metà agosto 2008 il padre di Amy dichiara che “molto materiale per il nuovo album è pronto e lei si sta “rimettendo in sesto” per la sua uscita, per il quale non era ancora stata fissata una data certa.
Alle 15:53 del 23 luglio 2011 la cantante è stata trovata morta nel letto della sua casa di Camden Square da una sua guardia del corpo.
Amy Winehouse aveva 27 anni ed è dunque andata tristemente ad aggiungersi a quella cerchia di artisti colpiti dalla cosiddetta maledizione del 27 in quanto morti proprio a quell’età per via del loro abuso di alcool e droghe ovvero: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison e Kurt Cobain.
Elvis AronPresley (East Tupelo, 8 gennaio 1935 – Memphis, 16 agosto 1977) è stato un cantante, chitarrista e attore statunitense.
È stato uno dei più celebri cantanti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per musicisti e cantanti di rock’n’roll e rockabilly,tanto da meritarsi il soprannome The King.
La sua presenza scenica ha avuto un impatto senza precedenti sulla cultura americana e mondiale e i suoi caratteristici movimenti di bacino gli guadagnarono l’altro importante soprannome: “The Pelvis“.
Stimato da fans, critici e da molte altre personalità dello star system del suo tempo – da Marilyn Monroe ai Beatles – ha saputo andare oltre l’arte musicale finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo.
Pur essendo passato più di un trentennio dalla morte, il suo mito e la sua leggenda non sono minimamente scalfiti.
Eccetto sei concerti tenuti in Canada, non si esibì mai fuori dagli Stati Uniti, mentre i suoi dischi a 45 giri rimasero in classifica 1.277 settimane, pubblicando in 24 anni di carriera 61 album e vendendo oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo.
“Se trovassi un bianco che canta con l’anima di un nero diventerei miliardario” questo quello che diceva Sam Phillips pochi mesi prima di scoprire il re del rock and roll.
Di origini povere, Elvis si contraddistingue subito dai suoi coetanei per l’abbigliamento molto colorato e il capello lungo, a differenza degli altri che usavano portare capelli quasi rasati a zero e t-shirt.
Trasferitosi a Memphis e trovando lavoro come camionista, un giorno passa davanti alla Sun Records di Sam Phillips e legge che chiunque, pagando un dollaro, poteva registrare un disco da portarsi a casa.
Elvis decise di fare un regalo alla madre per il compleanno e decise di registrarle un disco.
Sam Phillips, ascoltato il ragazzo, convocò immediatamente due session men e in una notte di luglio del 1954, dopo aver provato per ore senza aver trovato niente di buono o di originale, Elvis vinse la sua timidezza e disse agli altri due: «La conoscete questa?», ed iniziò a suonare un vecchio pezzo country di Arthur Crudup, intitolato That’s All Right Mama con un ritmo frenetico; Sam Phillips uscì dalla regia e li fermò dicendo ad Elvis: «no, non la conosco ma io di questo ne faccio un disco!».
La musica proposta da Elvis era così nuova che gli ascoltatori telefonavano ai DJ delle radio per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues.
Inoltre Elvis era l’unico artista che appariva sia nelle classifiche di vendita di rhythm and blues, che in quelle di country.
Nel 1955 il contratto di Elvis venne venduto da Sam Phillips per l’allora cifra record di 35.000 dollari.
Il manager di Elvis era il Colonnello Tom Parker e rimase tale fino alla morte del cantante.
Parker, intuite le potenzialità del suo assistito, fece esibire Elvis alla televisione nazionale, facendolo entrare in tutte le case d’America.
L’opinione pubblica si scandalizzò sia della musica che delle movenze selvagge che Presley portò in TV.
Nel 1958 Elvis fu chiamato per il servizio militare e dovette partire alla volta della Germania e rimase lontano dalle scene per ben due anni.
Tornato dal militare cominciò la sua carriera cinematografica, sfornando film uno dietro l’altro, per lo più B-Movie, ma che incassavano bene.
Nel 1968 Elvis, a trentatré anni, sposato e padre di una bambina, Lisa Marie Presley, stanco di fare film di poco conto, volle ritornare nel mondo della musica.
Il 14 gennaio 1973 venne trasmesso in TV il primo show via satellite da Honolulu, Elvis: Aloha From Hawaii seguito da un pubblico stimato di oltre un miliardo di telespettatori in quaranta paesi.
I lunghi periodi di lontananza, i sempre più frequenti rapporti con altre donne, causa del divorzio con la moglie, e la precaria salute di Elvis gli provocarono un lungo periodo di acuta depressione.
La cosa non fu senza conseguenze, e frequenti furono i ricoveri in ospedale.
A quella che sembrava la crescita di uno stato ipocondriaco, si aggiungevano i risultati di una alimentazione disordinata, che portarono Presley a ingrassare vistosamente e a sottoporsi a diete dimagranti a base di medicinali.
L’ultima esibizione di Presley fu a Indianapolis al “Market Square Arena” il 26 giugno 1977 dove eseguì una straordinaria interpretazione del pezzo Unchained Melody, brano usato come colonna sonora del film Ghost.
Il 17 agosto verso le 7 del mattino si ritira in camera per riposare.
Sono le ultime ore di vita.
In tarda mattinata, Elvis viene trovato morto nella sua stanza da bagno nella sua dimora a Graceland, a Memphis, per un attacco cardiaco.Aveva 42 anni.
Meno di un’ora dopo l’annuncio della morte di Elvis, un migliaio di persone si erano riunite davanti al cancello di Graceland. Un’ora più tardi erano 3 mila. Nel pomeriggio diventarono 20 mila. In tarda serata erano 80 mila. Graceland, la maestosa tenuta di Elvis Presley, è oggi un museo.
Aperta al pubblico nel 1982, essa è divenuta una sorta di santuario del rock, meta del pellegrinaggio continuo dei suoi fan.
Graceland risulta essere la seconda casa più visitata degli Stati Uniti con oltre 10.000 persone in visita a settimana, seconda solo alla Casa Bianca.
Immediatamente dopo la scomparsa del cantante si diffusero voci sul genere della leggenda metropolitana che sostenevano, e sostengono tuttora, che egli fosse in realtà vivo, e che la sua morte fosse stata una messa in scena, elencando possibili avvistamenti di Elvis.
Ecco una delle piu famose canzoni di Elvis:
Record:
Ha ricevuto 149 dischi d’oro, platino e multiplatino.[senza fonte]
È l’unico artista ad essere inserito in quattro Hall of Fame: rock, gospel, country e rockabilly.
La sua casa è stata dichiarata monumento nazionale e ed è la seconda casa più visitata d’America dopo la Casa Bianca.
Ha vinto tre Grammy.
Detiene il record di presenze contemporanee in classifica con 12 brani. Il vecchio record di 11 brani era sempre suo.
Negli anni 70 riuscì a fare il tutto esaurito per più di 380 spettacoli consecutivi.
Il concerto Aloha from Hawaii, primo nella storia della tv ad essere trasmesso via satellite, fu visto da più di un miliardo di persone (meno persone videro lo sbarco sulla luna).
Fino ad oggi ha venduto oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo.
Love Me Tender fu disco d’oro ancora prima di uscire grazie alle prenotazioni.
L’ LP di G.I.Blues rimase in classifica per 111 settimane consecutive.
Maggior numero di settimane al primo posto in America: 79.
dal 1956 al 2003 sono apparsi nella classifica Hot 100 di Billboard151 suoi singoli.
Detiene il record dell’arco di tempo più lungo tra due n.1 in Inghilterra: 1957: All shook up – 2005:riedizione It’s Now or Never
Alanis Nadine Morissette (Ottawa, 1º giugno 1974) è una cantautrice canadese naturalizzata statunitense.
L’album Jagged Little Pill, che segnò il debutto internazionale della cantante nel 1995, è uno dei più venduti di tutti i tempi.
Dopo il successo straordinario di Jagged Little Pill, Alanis Morissette ha visto calare la sua popolarità, rimanendo comunque una delle cantautrici di spicco dell’industria musicale.
Nel 1990, Alanis Morissette firmò un contratto con la MCA Records, e l’anno successivo pubblicò il suo primo album, Alanis.
L’album è doppio disco di platino in Canada.
Nel 1992, Alanis ricevette tre nomination ai Juno Award: “singolo dell’anno”, “miglior album dance” e “voce femminile più promettente” (premio che poi vinse).
Nello stesso anno pubblicò il suo secondo album, Now Is The Time, dalle sonorità meno pop del primo. Now Is The Time vendette circa 50.000 copie, meno della metà di quelle del primo album, facendole così perdere il contratto con la MCA.
Nel 1995, Alanis Morissette pubblicò il suo primo album internazionale, Jagged Little Pill. L’album debuttò soltanto alla posizione numero 118 della classifica di Billboard.
Tuttavia le cose cambiarono quando le radio cominciarono a dedicare attenzione al brano You Oughta Know, anche per via del suo testo esplicito ed il video della canzone iniziò a girare ripetutamente sulla rete televisiva MTV.
You Oughta Know fu un successo, bissato dai successivi singoli, che fecero incrementare anche le vendite dell’album. Hand In My Pocket e All I Really Want furono grandi successi ma fu il quarto estratto, Ironic, che diventò il primo grande successo della cantante. Il quinto singolo, You Learn, ed il sesto, Head Over Feet, tennero in classifica l’album per più di un anno. Jagged Little Pill fu un successo senza precedenti, finendo per vendere 16 milioni di copie nei soli Stati Uniti e più di 30 milioni nel mondo.
Da qui in poi Alanis non riuscirà più a bissare il successo di quest’ultimo album. Nota curiosa della sua cariera nel settembre del 2003: Morissette fece notizia per un presunto «Thank you, Brazil!» («Grazie, Brasile!») esclamato al termine di un concerto a Lima in Perù.
In realtà la frase pronunciata era un innocuo «Thank you, bless you!» («Grazie, Dio vi benedica!»), ma ormai il danno alla sua reputazione era irrimediabile.
L’ultimo suo album risale al 2008, dopo tre anni di silenzio, con Flavors of Entanglement, nel quale Alanis fa uso di suoni più duri, avvicinandosi ancora di più al rock e all’elettronica.
Ho intitolato questa rubrica con una canzone del “tizio” qui sopra (serve dirvi chi è?…) e ancora non avevo scritto di lui.
Strano, vero? Allora facciamo oggi. Presentiamo Vasco Rossi.
Non basterebbero le poche righe che di solito uso per questi miei articoli, data la vasta carriera di questo cantante (tutt’ora sui palchi), ma cercherò di sintetizzare al meglio.
Ho deciso di scrivere di lui adesso, anche per la recente intervista in cui ha annunciato la fine (per l’ennesima volta) della sua carriera musicale.
Vasco Rossi, anche noto come Vasco o con l’appellativo Il Blasco (Zocca, 7 febbraio 1952), è un cantautore italiano.
Con decine di milioni di copie vendute è uno dei cantautori italiani di maggior successo e fama.
Negli anni ottanta, per via dello stile di vita sregolato caratterizzato da droga, alcool, sigarette, donne e continui tour frenetici, ricevette notevoli critiche da parte dei mass media, ma adorato da milioni di fans in tutta Italia e nel Mondo.
Il nome gli è stato dato dal padre Giovanni Carlo, di mestiere camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1967, ottenuta la licenza media, la famiglia lo iscrive all’istituto dei salesiani San Giuseppe a Modena, ma il brutto rapporto con i professori provocherà in Vasco un enorme trauma e una sorta di ribellione, verso tutti e verso il mondo eclesiastico.
Si iscrive poi a tante facoltà universitarie, dal DAMS ad economia, per finire poi in Pedagogia, che lascerà a soli otto esami dalla laurea.
Il 1975 è un anno storico per la sua formazione.
Convinto dall’idea dell’amico Marco Gherardi, fonda “Punto Radio“, una Radio libera sul modello delle centinaia che nascevano in quegli anni in Italia.
Diventerà famoso un programma da lui condotto, “Il Muretto“.
L’esperienza della radio è decisiva per la carriera di Vasco Rossi.
Prima di tutto, gli dà la possibilità di maturare come show man, visto che Rossi sarà uno dei principali dee-jay sia dei programmi radiofonici sia delle serate speciali che la radio organizzerà presso le principali discoteche dell’Emilia-Romagna e, in secondo luogo, gli darà l’opportunità di conoscere una serie di persone fondamentali nella sua futura carriera, tra cui Massimo Riva e un giovanissimo Red Ronnie.
Sotto la spinta dei suoi amici, tra i quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia contenente i brani Jenny (una sorta di bozza di Jenny è pazza) e Silvia, per l’etichetta Borgatti Music.
Il suo secondo album viene pubblicato nel 1979 con il titolo Non siamo mica gli americani.
Il disco ottiene più successo rispetto del precedente, anche se in fatto di vendite non è niente di eclatante.
L’album resterà famoso soprattutto perché contiene la canzone Albachiara, destinata a diventare uno dei maggiori successi di Vasco e pezzo conclusivo di gran parte dei suoi concerti.
Nel 1980 esce il terzo album, Colpa d’Alfredo.
Neanche questo album ottiene molto successo di vendite, questa volta a causa della censura da parte di alcune radio della canzone che dà il titolo all’album in quanto ritenuta volgare ed offensiva in alcune parti del testo.
La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In, criticata però dai mas media, definendolo un ebete e un drogato.
È con il quarto album che inizia ad arrivare il successo, Siamo solo noi viene pubblicato nel 1981 e, tuttora, viene considerato uno dei migliori lavori del cantante; la canzone che dà il titolo all’album verrà più volte identificata come un vero e proprio “inno generazionale“, tutt’oggi attuale per i suoi fans.
L’esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è la partecipazione al Festival di Sanremo.
La performance del rocker di quell’anno fa scalpore: Vasco abbandona il palco con il microfono nella tasca della giacca, che, collegato col filo all’amplificatore, cade, creando panico tra il pubblico in sala e tra i conduttori dello show tv.
Fu lo scalpore che proprio il rocker di Zocca voleva creare in una manifestazione a suo tempo forse troppo austera per distinguersi dagli altri partecipanti.
La canzone, come già detto prima, contiene un’ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi e che viene apostrofato come “quel tale che scrive sul giornale“.
L’anno seguente Vasco si presenta di nuovo a Sanremo con Vita spericolata.
La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana (così come Siamo solo noi) e raggiunge lo stesso anno il 6º posto nella classifica dei 45 giri, entra in finale, ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival.
Segue l’uscita dell’album Bollicine, che vince il festivalbar e da il via a un tour fenomenale.
Questo sarà il periodo di massimo successo di Vasco, che si contrappone con gli eccessi di Vasco dal punto di vista medico: diventa farmaco-dipendente e questo costringe gli organizzatori ad annullare qualche data.
Nel 1984 il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato. Dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri.
Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) con l’accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro.
Di lì a poco Vasco pubblica l’album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l’album della rinascita, resta in classifica per 29 settimane.
Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C’è chi dice no, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa.
Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI.
Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell’emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione.
Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l’epoca degli stadi.
Il 1998 è un anno storico per la carriera di Vasco Rossi: guest star della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola.
Alla serata partecipano 130.000 persone, segnando un evento nell’intera storia della musica italiana: il successo di Vasco diviene di massa, e il rocker di Zocca viene universalmente riconosciuto come la star della musica italiana contemporanea.
A pochi giorni dalla partenza del tour, viene a mancare per un’overdose di eroina, l’inseparabile “compagno di avventure” Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di una buona parte del repertorio musicale di Vasco.
A partire dal Rewind tour il rocker di Zocca, ricorderà l’amico scomparso in ogni concerto, dopo aver cantato il brano Canzone.
Tra tutto questo ci sono altri album, altre canzoni bellissime che si susseguono ai grandi successi del rocker emiliano.
Il 2001 è l’anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via.
Nel 2004 esce l’album Buoni o cattivi.
Altri successi, piu o meno interessanti, vengono dopo quello scritto sopra, ma quello che farà impazzire per sempre sono i concerci, dove Vasco esprime sempre il meglio di se, rievocando le vecchie canzoni.
Il 26 giugno 2011 dichiara in un intervista shock a Vincenzo Mollica, che è «felicemente conclusa la sua carriera di rockstar», ovvero di rinunciare alle tournée a causa del fisico non più giovane.
Eccovi il video della canzone che da titolo all’articolo (non ho volutamente messo “una canzone per te”. Sarebbe risultata un po banale essendo già il titolo della rubrica):
Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945 – Miami, 11 maggio 1981), è stato un cantautore, chitarrista e attivista giamaicano.
È generalmente identificato con il genere musicale reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica.
La sua attività ha inizio nel 1964 suonando egli nella band The Wailers.
Dopo lo scioglimento della band avvenuto nel 1974 suona come Bob Marley and The Wailers.
A 15 anni il giovane Bob lasciava la scuola e iniziava a lavorare come elettricista.
Nel 1962, all’età di 16 anni, Bob registrò i suoi primi due singoli.
Nel 1963 Bob Marley, Bunny Livingston, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith fondarono un gruppo ska e rocksteady chiamato “The Teenagers”; più tardi, il nome fu cambiato in “The Wailing Rudeboys”, quindi in “The Wailing Wailers”; nel 1966 Braithwaite, Kelso e Smith lasciarono la band, che modificò il nome in quello di “The Wailers”.
Marley divenne quindi il leader del gruppo, il cantante, e l’autore della maggior parte dei testi.
Il primo album dei Wailers, Catch a Fire, fu pubblicato su scala mondiale nel 1973, riscuotendo successo.
Fu seguito l’anno dopo da Burnin’, che conteneva le canzoni “Get Up, Stand Up” ed “I Shot the Sheriff” di cui Eric Clapton produsse una cover, contribuendo ad elevare il profilo internazionale di Bob Marley.
I Wailers si sciolsero nel 1974, quando ognuno dei tre componenti fondamentali provò a continuare la propria carriera come solista.
Nel 1975 Bob Marley irruppe sul mercato internazionale con il suo primo storico singolo, “No Woman, No Cry“, dall’album Natty Dread.
Questo fu seguito dal successo del 1976, Rastaman Vibration, che rimase per ben quattro settimane nella top ten di Billboard Charts negli Stati Uniti.
Bob Marley si trasferì dalla Giamaica in Inghilterra nel 1976, dove registrò gli album Exodus e Kaya. Exodus rimase nelle classifiche inglesi per ben 56 settimane consecutive.
Nel luglio 1977, Marley si trovò con una ferita nell’alluce destro, che lui pensava fosse causata da un incidente durante una partita di calcio.
Successivamente durante un’altra partita di calcio l’unghia dell’alluce si staccò. Solo a quel punto fu fatta la diagnosi corretta.
Marley aveva una forma di melanoma maligno alla pelle che cresceva sotto l’unghia dell’alluce.
Gli fu consigliato di amputare l’alluce, ma egli rifiutò le cure anche a causa della sua religione (Rastafarianesimo) secondo cui il corpo umano deve rimanere “integro”.
Il cancro, nel frattempo, si estendeva dalla pelle dell’alluce destro al cervello, ai polmoni, al fegato e allo stomaco.
Dopo aver concluso una trionfale tournée estiva in Europa suonando anche in Italia (il 27 giugno 1980 allo Stadio San Siro di Milano, di fronte a 100.000 spettatori, ed il giorno seguente in un altrettanto gremito Stadio Comunale di Torino) Marley tornò negli USA e portò a termine le prime date del programma.
Un ulteriore peggioramento si avvertì nel volo di ritorno dalla Germania verso la Giamaica.
Il volo fu quindi deviato in direzione di Miami, dove Bob venne ricoverato presso il Cedar of Lebanon Hospital, dove morì la mattina dell’11 maggio 1981.
Le ultime parole di Bob furono rivolte al figlio Ziggy Marley: “Money can’t buy life” (“i soldi non possono comprare la vita”).
Ogni sabato inizierò a raccontarvi in breve la storia di un gruppo musicale o solista, spulciando in rete qualche curiosità che magari non tutti sanno o semplicemente fornendovi le notizie principali.
Partiamo con i grandi GUNS N’ ROSES.
I Guns n’ Roses sono un gruppo “rock” statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1985.
Con 200 milioni di dischi venduti, di cui 95,6 milioni nei soli Stati Uniti d’America, sono annoverati tra i musicisti di maggior successo nella storia del rock.
Il gruppo fu fondato nel marzo del 1985 da Axl Rose, Tracii Guns (sostituito poi sa Slash), Izzy Stradlin, Ole Beich e Rob Gardner (sostituito poi da Steven Adler).
I cinque componenti originari provenivano da due gruppi, gli L.A. Guns (che si riformarono successivamente) e gli Hollywood Rose.
Successivamente i membri decisero di unire i nomi dei precedenti gruppi e chiamare il gruppo “Guns N’ Roses“. Il gruppo si esibì per la prima volta il 26 marzo 1985.
Il loro primo album Appetite for Destruction, registrato insieme al produttore Mike Clink ed uscito nel 1987, è considerato uno dei più importanti nella storia del rock.
Nel corso degli anni ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato inserito alla posizione numero 63 nella classifica dei 500 migliori album di sempre secondo Rolling Stone.
Tre dei singoli estratti dall’album, “Welcome to the Jungle“, “Paradise City“ e “Sweet Child O’ Mine“, entrarono ai primi dieci posti in classifica negli Stati Uniti.
Nel settembre 1991 uscirono Use Your Illusion I e Use Your Illusion II.
I due dischi riscossero un enorme successo di vendite e rimasero nella classifica di Billboard per 108 settimane, facendo conoscere la band anche al di fuori del mondo rock e metal a cui Appetite for Destruction faceva principale riferimento.
Il 20 aprile 1992 i Guns parteciparono al Freddie Mercury Tribute Concert, uno degli eventi musicali più importanti degli ultimi 20 anni.
La mattina suonarono prima “Paradise City” e poi la cover di Bob Dylan“Knockin’ on Heaven’s Door“.
Nel 1993 uscì The Spaghetti Incident?, contenente cover di gruppi perlopiù punk rock.
Nel 1994 i Guns incisero la cover di “Sympathy for the Devil“ dei Rolling Stones, per la colonna sonora del film Intervista col Vampiro.
Quell’anno anche Slash lasciò il gruppo, a causa del completo deterioramento del suo rapporto con Axl.
Finiva così la storia del gruppo che aveva portato il nome e la musica dei Guns ‘N’ Roses al successo mondiale.
Da qui inizia il lento declino della band, fatto di concerti mal fatti, nnuovo disco in attesa da anni (Chinese Democracy)per poi uscire nel 2008 senza promozione.
Continuano i live della band ancora oggi, tra situazioni in piena forma come la data in Italia e concerti molto discutibili; famoso quello a dublino, dove il gruppo viene preso a bottigliate e gran parte del pubblico se ne va prima del previsto.