La giovane Thessa sperava sicuramente che la sua festa di compleanno avesse successo, ma non così tanto.
La ragazza, che risiede ad Amburgo, in Germania, aveva postato su Facebook l’invito alla festa per il su0 sedicesimo compleanno, che doveva coinvolgere solo pochi amici intimi, ma per errore ha impostato un evento pubblico, che ha avuto un inaspettato successo.
L’evento ha avuto un successo inaspettato, con ben 15.00o persone che hanno dato conferma di partecipazione all’evento.
Quando Thessa ha capito che le cose le stavano sfuggendo di mano, ha chiesto aiuto ai genitori, che (oltre a dirle di cancellare l’evento), hanno informato la polizia e assunto dei sorveglianti per proteggere la casa il giorno della festa.
Infatti, nonostante la festa fosse stata cancellata, si sono presentate circa 1.500 che hanno festeggiato in strada, nonostante la presenza di oltre 100 agenti di polizia.
Nel corso della festa ci sono stati alcuni feriti, prevalentemente ragazze che hanno camminato a piedi nudi su pezzi di vetro di bottiglie rotte, e la polizia ha arrestato alcuni ragazzi.
Nonostante tutto però, secondo il portavoce della polizia le cose sono andate tutto sommato bene: “è stata una cosa folle, ma fondamentalmente pacifica”.
Alcuni scienziati giapponesi sono riusciti a far crescere, per la prima volta al mondo, dei denti, con una tecnica che utilizza le cellule staminali.
I ricercatori della Tokyo University of Science sono riusciti a far crescere un dente adulto che è artificiale, ma è identico ai denti reali, sensibile al tatto e al dolore ed è in grado di essere usato per masticare il cibo.
Potrebbe essere la futura risposta per i pazienti che hanno perso un dente: farlo ricrescere.
Il dente ricreato nei laboratori giapponesi pare dunque funzionare e include tutti gli elementi, in questo caso artificiali, dello strumento naturale per masticare: smalto, corona, radice, fibre interne.
Alanis Nadine Morissette (Ottawa, 1º giugno 1974) è una cantautrice canadese naturalizzata statunitense.
L’album Jagged Little Pill, che segnò il debutto internazionale della cantante nel 1995, è uno dei più venduti di tutti i tempi.
Dopo il successo straordinario di Jagged Little Pill, Alanis Morissette ha visto calare la sua popolarità, rimanendo comunque una delle cantautrici di spicco dell’industria musicale.
Nel 1990, Alanis Morissette firmò un contratto con la MCA Records, e l’anno successivo pubblicò il suo primo album, Alanis.
L’album è doppio disco di platino in Canada.
Nel 1992, Alanis ricevette tre nomination ai Juno Award: “singolo dell’anno”, “miglior album dance” e “voce femminile più promettente” (premio che poi vinse).
Nello stesso anno pubblicò il suo secondo album, Now Is The Time, dalle sonorità meno pop del primo. Now Is The Time vendette circa 50.000 copie, meno della metà di quelle del primo album, facendole così perdere il contratto con la MCA.
Nel 1995, Alanis Morissette pubblicò il suo primo album internazionale, Jagged Little Pill. L’album debuttò soltanto alla posizione numero 118 della classifica di Billboard.
Tuttavia le cose cambiarono quando le radio cominciarono a dedicare attenzione al brano You Oughta Know, anche per via del suo testo esplicito ed il video della canzone iniziò a girare ripetutamente sulla rete televisiva MTV.
You Oughta Know fu un successo, bissato dai successivi singoli, che fecero incrementare anche le vendite dell’album. Hand In My Pocket e All I Really Want furono grandi successi ma fu il quarto estratto, Ironic, che diventò il primo grande successo della cantante. Il quinto singolo, You Learn, ed il sesto, Head Over Feet, tennero in classifica l’album per più di un anno. Jagged Little Pill fu un successo senza precedenti, finendo per vendere 16 milioni di copie nei soli Stati Uniti e più di 30 milioni nel mondo.
Da qui in poi Alanis non riuscirà più a bissare il successo di quest’ultimo album. Nota curiosa della sua cariera nel settembre del 2003: Morissette fece notizia per un presunto «Thank you, Brazil!» («Grazie, Brasile!») esclamato al termine di un concerto a Lima in Perù.
In realtà la frase pronunciata era un innocuo «Thank you, bless you!» («Grazie, Dio vi benedica!»), ma ormai il danno alla sua reputazione era irrimediabile.
L’ultimo suo album risale al 2008, dopo tre anni di silenzio, con Flavors of Entanglement, nel quale Alanis fa uso di suoni più duri, avvicinandosi ancora di più al rock e all’elettronica.
Michael J. Fox, nome d’arte di Michael Andrew Fox (Edmonton, 9 giugno 1961), è un attore e doppiatore canadese naturalizzato statunitense.
È famoso soprattutto per l’interpretazione di Marty McFly, protagonista della trilogia di Ritorno al futuro, di Alex P. Keaton nella sitcom Casa Keaton e di Michael Flaherty nella serie televisiva Spin City, grazie a cui vinse complessivamente quattro Golden Globe, due Screen Actors Guild Awards e tre Emmy Awards.
Nel 1991 gli fu diagnosticata una grave forma di morbo di Parkinson, notizia questa che avrebbe reso pubblica sette anni più tardi, nel 1998.
Ciò lo obbligò a ritirarsi quasi del tutto dalle scene dal 2000, ma gli consentì anche di lottare in prima fila per la ricerca sulle cellule staminali.
Per tale impegno, che lo ha portato anche a istituire la Fondazione Michael J. Fox, il 5 marzo 2010 il Karolinska Institutet gli ha conferito una Laurea honoris causa.
Nel 2010 in occasione del 25° anniversario dall’uscita nei cinema di “Ritorno al futuro”, Michael J. Fox riveste i panni di Marty McFly rigirando il trailer del film e annunciando la partecipazione agli Scream Awards 2010.
Le nozze d’argento della pellicola sono festeggiate in tutto il mondo. Specialmente a New York il cast principale formato da Michael J.Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson e il regista Robert Zemeckis si riunisce davanti ad una folla di fans in visibilio.
Il tutto è accompagnato dall’arrivo della storica Delorean e di una torta con la forma della macchina del tempo.
Nell’anno 2039, dopo che una Guerra mondiale ha distrutto gran parte della civiltà che conosciamo, i territori non vengono più gestiti da governi, ma da corporazioni.
La più potente di queste è la Tekken comandata da Heihachi Mishima.
In modo da poter contenere le masse, la Tekken sponsorizza l’Iron Fist in cui i combattenti competono fino alla morte per la gloria suprema e per guadagnare ricchezza e celebrità.
Eccovi il trailer del film, offerto come sempre da MEGANTEPRIMA, uno dei miei canali youtube:
Il film uscirà nelle sale italiane il 5 agosto 2011.
Penotti gratis in hotel, solo se ti filmi mentre fai sesso
L’imprenditore svedese Berth Milton Jr ha annunciato che ha pianificato l’apertura di 100 alberghi in tutto il mondo, dedicati esclusivamente alle coppie, che avranno una grande particolarità: i pernottamenti saranno completamente gratuiti, a condizione che gli ospiti accettino di farsi riprendere mentre fanno sesso.
L’idea di Milton è che oggi la gente è molto interessata a filmati amatoriali, e alberghi come quelli che ha in mente gli fornirebbero moltissimo materiale: la sua stima è che ogni albergo potrebbe generare più di 40 milioni di dollari all’anno di abbonamenti da parte degli utenti interessati.
La pillola dell’eterna giovinezza arriva dalla lontana Isola di Pasqua: una sostanza ricavata dai batteri presenti nel terreno è in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule umane.
“Un farmaco per una patologia genetica potrebbe contrastare l’invecchiamento delle cellule”
Farmacia dal terreno – Il nuovo farmaco in pastiglie sarebbe in grado di invertire gli effetti dell’invecchiamento precoce: la sostanza, che si chiama Rapamycin è stata subito soprannonimata dai media “pillola dell’eterna giovinezza”, creata partendo dai batteri che sono presenti nel terreno dell’Isola di Pasqua.
Invecchimento precoce – Gli esperimenti degli scienziati americani hanno riguardato alcuni piccoli pazienti con la sindrome di Hutchinson-Gilford Progeria, che è una malformazione genetica che, a causa di una proteina, porta all’invecchiamento precoce dei bambini: le cellule dei piccoli pazienti diventano anziane già a 12 anni.
Successo nei test – Il gruppo di medici americani, capitanati dal genetista Francis Collins, ritengono che i dati espressi dai test sul farmaco possono essere interessanti anche per il “normale” invecchiamento cellulare dell’essere umano: si potrebbe agire sul canonico decadimento cellulare e contrastarne l’effetto per almeno dieci anni. Nei test sugli animali la sostanza sintetizzata in laboratorio permette di riuscire a estendere la sopravvivenza dei topi fino al 13 per cento in più.
Ho intitolato questa rubrica con una canzone del “tizio” qui sopra (serve dirvi chi è?…) e ancora non avevo scritto di lui.
Strano, vero? Allora facciamo oggi. Presentiamo Vasco Rossi.
Non basterebbero le poche righe che di solito uso per questi miei articoli, data la vasta carriera di questo cantante (tutt’ora sui palchi), ma cercherò di sintetizzare al meglio.
Ho deciso di scrivere di lui adesso, anche per la recente intervista in cui ha annunciato la fine (per l’ennesima volta) della sua carriera musicale.
Vasco Rossi, anche noto come Vasco o con l’appellativo Il Blasco (Zocca, 7 febbraio 1952), è un cantautore italiano.
Con decine di milioni di copie vendute è uno dei cantautori italiani di maggior successo e fama.
Negli anni ottanta, per via dello stile di vita sregolato caratterizzato da droga, alcool, sigarette, donne e continui tour frenetici, ricevette notevoli critiche da parte dei mass media, ma adorato da milioni di fans in tutta Italia e nel Mondo.
Il nome gli è stato dato dal padre Giovanni Carlo, di mestiere camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1967, ottenuta la licenza media, la famiglia lo iscrive all’istituto dei salesiani San Giuseppe a Modena, ma il brutto rapporto con i professori provocherà in Vasco un enorme trauma e una sorta di ribellione, verso tutti e verso il mondo eclesiastico.
Si iscrive poi a tante facoltà universitarie, dal DAMS ad economia, per finire poi in Pedagogia, che lascerà a soli otto esami dalla laurea.
Il 1975 è un anno storico per la sua formazione.
Convinto dall’idea dell’amico Marco Gherardi, fonda “Punto Radio“, una Radio libera sul modello delle centinaia che nascevano in quegli anni in Italia.
Diventerà famoso un programma da lui condotto, “Il Muretto“.
L’esperienza della radio è decisiva per la carriera di Vasco Rossi.
Prima di tutto, gli dà la possibilità di maturare come show man, visto che Rossi sarà uno dei principali dee-jay sia dei programmi radiofonici sia delle serate speciali che la radio organizzerà presso le principali discoteche dell’Emilia-Romagna e, in secondo luogo, gli darà l’opportunità di conoscere una serie di persone fondamentali nella sua futura carriera, tra cui Massimo Riva e un giovanissimo Red Ronnie.
Sotto la spinta dei suoi amici, tra i quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia contenente i brani Jenny (una sorta di bozza di Jenny è pazza) e Silvia, per l’etichetta Borgatti Music.
Il suo secondo album viene pubblicato nel 1979 con il titolo Non siamo mica gli americani.
Il disco ottiene più successo rispetto del precedente, anche se in fatto di vendite non è niente di eclatante.
L’album resterà famoso soprattutto perché contiene la canzone Albachiara, destinata a diventare uno dei maggiori successi di Vasco e pezzo conclusivo di gran parte dei suoi concerti.
Nel 1980 esce il terzo album, Colpa d’Alfredo.
Neanche questo album ottiene molto successo di vendite, questa volta a causa della censura da parte di alcune radio della canzone che dà il titolo all’album in quanto ritenuta volgare ed offensiva in alcune parti del testo.
La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In, criticata però dai mas media, definendolo un ebete e un drogato.
È con il quarto album che inizia ad arrivare il successo, Siamo solo noi viene pubblicato nel 1981 e, tuttora, viene considerato uno dei migliori lavori del cantante; la canzone che dà il titolo all’album verrà più volte identificata come un vero e proprio “inno generazionale“, tutt’oggi attuale per i suoi fans.
L’esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è la partecipazione al Festival di Sanremo.
La performance del rocker di quell’anno fa scalpore: Vasco abbandona il palco con il microfono nella tasca della giacca, che, collegato col filo all’amplificatore, cade, creando panico tra il pubblico in sala e tra i conduttori dello show tv.
Fu lo scalpore che proprio il rocker di Zocca voleva creare in una manifestazione a suo tempo forse troppo austera per distinguersi dagli altri partecipanti.
La canzone, come già detto prima, contiene un’ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi e che viene apostrofato come “quel tale che scrive sul giornale“.
L’anno seguente Vasco si presenta di nuovo a Sanremo con Vita spericolata.
La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana (così come Siamo solo noi) e raggiunge lo stesso anno il 6º posto nella classifica dei 45 giri, entra in finale, ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival.
Segue l’uscita dell’album Bollicine, che vince il festivalbar e da il via a un tour fenomenale.
Questo sarà il periodo di massimo successo di Vasco, che si contrappone con gli eccessi di Vasco dal punto di vista medico: diventa farmaco-dipendente e questo costringe gli organizzatori ad annullare qualche data.
Nel 1984 il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato. Dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri.
Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) con l’accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro.
Di lì a poco Vasco pubblica l’album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l’album della rinascita, resta in classifica per 29 settimane.
Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C’è chi dice no, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa.
Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI.
Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell’emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione.
Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l’epoca degli stadi.
Il 1998 è un anno storico per la carriera di Vasco Rossi: guest star della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola.
Alla serata partecipano 130.000 persone, segnando un evento nell’intera storia della musica italiana: il successo di Vasco diviene di massa, e il rocker di Zocca viene universalmente riconosciuto come la star della musica italiana contemporanea.
A pochi giorni dalla partenza del tour, viene a mancare per un’overdose di eroina, l’inseparabile “compagno di avventure” Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di una buona parte del repertorio musicale di Vasco.
A partire dal Rewind tour il rocker di Zocca, ricorderà l’amico scomparso in ogni concerto, dopo aver cantato il brano Canzone.
Tra tutto questo ci sono altri album, altre canzoni bellissime che si susseguono ai grandi successi del rocker emiliano.
Il 2001 è l’anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via.
Nel 2004 esce l’album Buoni o cattivi.
Altri successi, piu o meno interessanti, vengono dopo quello scritto sopra, ma quello che farà impazzire per sempre sono i concerci, dove Vasco esprime sempre il meglio di se, rievocando le vecchie canzoni.
Il 26 giugno 2011 dichiara in un intervista shock a Vincenzo Mollica, che è «felicemente conclusa la sua carriera di rockstar», ovvero di rinunciare alle tournée a causa del fisico non più giovane.
Eccovi il video della canzone che da titolo all’articolo (non ho volutamente messo “una canzone per te”. Sarebbe risultata un po banale essendo già il titolo della rubrica):