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Vetro autopulente

Adesso è davvero trasparente! Il vetro autopulente superidroscopico, addio riflesso e appannamento grazie a micro strutture di alta qualità ingegneristica.
Il MIT presenta il nuovo gioiellino, pronto per essere lanciato sul mercato.

Non vedo niente – Due volte alla settimana affronto la umida halldella piscina e so quanto può essere frustrante avere le lenti degli occhiali che pian piano si appannano. Di tanto in tanto mi improvviso fotografo amatoriale e so quanto può essere fastidioso non riuscire a scattare foto attraverso vetrate, senza ottenere noiosi riflessi. Mi definisco assiduo utilizzatore di smartphone e tablet e so quanto può essere difficile leggere con il riverbero nell’ora di punta, sotto un sole splendente. Vogliamo parlare anche di quelle volte che ci troviamo in macchina sotto diluvi universali, in cui nemmeno il tergicristallo riesce a darti una visuale sufficiente? A dirla così sembra quasi che visibilità e vetro non vadano di comune accordo.

Vetro e visibilità – A instaurare un rapporto migliore tra questi ci pensano i ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che hanno deciso una volta per tutte di creare un vetro con particolari nano strutture dalle proprietà straordinarie. Non è magia: le nano strutture rendono il vetro autopulente, resistente all’appannamento e al riverbero. Il video in slow motion, infine, girato con una costosissima fotocamera Phantom, (vedi sotto) mostra anche quanto è superidroscopico: meglio di una giacca impermeabile! Le gocce d’acqua scivolano e non si trattengono lungo la scia, addirittura rimbalzano senza lasciare alcun segno.

Come funziona? – La tecnologia è descritta con maggiore approfondimento in un articolo pubblicato sulla rivista ACS Nano. La fabbricazione inizia rivestendo il vetro solido con una superficie composta da diversi strati sottili. Nell’ultimo, quello più esterno, vengono effettuate delle micro incisioni con forme coniche. I ricercatori, per la composizione della texture, dicono di essersi ispirati dalla natura e dalle proprietà di tessuti di alcuni animali.

Vetro per tutti – I test di prova del portentoso vetro sono conclusi: è veramente trasparente. Adesso Kyoo-Chul Park, Hyungryul Choi e colleghi del MIT, sperano solo di poter avviare un processo produttivo economico e di riuscire ad adattare la loro invenzione sui dispositivi ottici di microscopi e macchine fotografiche, da utilizzare in ambienti umidi, dove sia le capacità anti-riflesso e anti-appannamento potrebbero essere utili. Ma non solo, perché sperano di garantire un migliore utilizzo degli smartphone, televisori, finestre, parabrezza e soprattutto dei pannelli solari. L’unica nota dolente, almeno al momento, è il costo di realizzazione: se il processo di incisione della texture superficiale avvenisse in fase di produzione del vetro, cioè quando il materiale è ancora parzialmente fuso, i costi risulterebbero davvero irrisori.

Raggi solari al massimo – I pannelli fotovoltaici arrivano a perdere, di solito, fino al 40% della loro efficacia in un arco di tempo di circa sei mesi per via della polvere e della sporcizia che si accumula sulle loro superfici. Un pannello solare protetto dal nuovo vetro autopulente, invece, ha meno problemi. Non solo lo rende più pulito e inattaccabile dalle intemperie, ma fa sì che la luce solare venga trasmessa al meglio senza essere riflessa via – come spesso accade quando i raggi solari sono inclinati in un angolo acuto rispetto alla superficie. In alcuni momenti della giornata, al mattino o nel tardo pomeriggio, il vetro convenzionale riflette lontano oltre il 50% della luce, mentre una superficie anti-riflesso riduce la percentuale ad un livello trascurabile.

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WTF

Nicky Romero, vero nome Nick Rotteveel, nato il 6 gennaio 1989 a Amerongen, Paesi Bassi, è un ragazzo di 23 anni, olandese, DJ e producer.

Ha lavorato con molti dj famosi del calibro di  Tiesto, Fedde Le Grand, David Guetta, e Sander Van Doorn.
Probabilmente il suo maggior successo è del 2012, dal nome “Toulouse“, schizzata ai primi posti della Top Ten Beatport per un certo periodo.

Riconoscendo il suo talento, MTV lo ha nominato artista EDM per il 2012.
La sua popolarità è aumentata negli ultimi anni, tanto da suonare resident nei concerti di David Guetta a Ibiza nel 2012.

In rete sta girando il suo prossimo sicuro successo, dal nome “WTF“, in uscita a breve.
Per la rubrica “una canzone per te“, vi propongo il brano tratto da un suo dj set di Miami:

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Maurizio Ferrini

Maurizio Ferrini, nato a Cesena il 12 aprile 1953, il pubblico lo conosce in Quelli della notte, la popolare trasmissione di Renzo Arbore, quando lanciò il popolare tormentone “Non capisco, ma mi adeguo”.

La sua comicita’ eccentrica e disincatata lo porta subito al successo e nell’89 partecipa a Domenica In dove
interpreta uno dei suoi personaggi più riusciti:la signora Coriandoli. Poi conduce striscia la notizia e partecipa anche ad alcuni film.
Poi? poi più niente, per il comico romagnolo c’è stato un periodo buio, durante il quale ha conosciuto la fatica di arrivare a fine mese (come molti italiani ultimamente).
Tranne un’apparizione all’Isola dei famosi nel 2005 è quasi scomparso dalla scena. Durante il soggiorno sull’isola abbiamo visto Ferrini in veste di comico, ma un uomo che sta tentando di tornare alla popolarità dopo anni di silenzio. Ancora oggi più niente, come se tutti si fossero dimenticati di lui.

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Men in Black 3

Cinema Paradiso oggi vi porta nel mondo di Men in Black 3, dove gli agenti J (Will Smith) e K (Tommy Lee Jones) sono tornati indietro nel tempo.

Nel corso dei suoi 15 anni fra i Men in Black, J ha visto delle cose inimmaginabili, ma nulla, nemmeno gli alieni, è riuscito a sorprenderlo tanto quanto il suo enigmatico e reticente partner.
Ma quando la vita di K e il destino del pianeta sono messi a rischio, l’agente J dovrà tornare indietro nel tempo per sistemare le cose.

J scoprirà che ci sono segreti nell’universo che K non gli ha mai rivelato – segreti che verranno alla luce nel momento in cui si unirà in squadra con un giovane agente K (Josh Brolin) per salvare il suo partner, l’agenzia e il futuro dell’umanità.

Eccovi il trailer di Man in Black 3 offerto da MEGANTEPRIMA, mio canale youtube.

Man in Black 3 uscirà il 23 maggio in tutte le sale italiane.

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Poliziotto isegue se stesso

L’inesperienza di un agente di polizia ha portato all’avvio di un lungo inseguimento che non poteva avere successo.

Un giovane agente inglese era stato messo di servizio alla centrale di videosorveglianza da dove vengono monitorate le aree della città a più elevato rischio di criminalità.
Quando ha visto un uomo comportarsi in maniera sospetta, ha avvisato un agente presente nell’area, dandogli le indicazioni di dove fosse il sospetto che stava fuggendo intorno al palazzo, ma comunque sempre sotto le inquadrature di qualche telecamera.

Solo che il giovane agente non si era reso conto che il “sospetto” che aveva individuato altri non era che il poliziotto stesso, che era in borghese, e che in realtà non stava per nulla fuggendo, ma inseguendo secondo le sue indicazioni. Inseguendo sé stesso.

Ci sono voluti oltre venti minuti di “sono in zona ma non vedo il sospetto” perché i due agenti si rendessero conto di cosa effettivamente stava avvenendo, mettendo così fine all’inutile inseguimento.

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VIDEO DELLA SETTIMANA #43

Eccoci alla consueta raccolta di video presi in giro per la rete:

YO-YO MAGIC

TIME LAPSE DI UNA RAGAZZINA

DANZA ROBOTICA

TALENTO ARTISTICO

SCHERZETTO GIMMI FIVE

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Parkbud

Questa settimana, come il lunedi, parliamo di app.

Si chiama parkbud e serve a ricordarsi dove abbiamo parcheggiato la macchina.
Sembra un piccolo problema, ma quante volte vi è capitato di porvi la domanda “dove diavolo ho parcheggiato la macchina?”
Grazie al GPS, Parkbud segna con un tocco il punto in cui avete parcheggiato l’auto e genera una mappa su come raggiungere quel punto una volta che dovrete tornare indietro.
E non finisce qui, perchè l’app vi avverte quanto tempo manca prima che il parcheggio vi scada.
Quando resta poco tempo, un allarme sonoro vi avviserà che è ora di tornare indietro.

Parkbud si trova gratis QUI su iTunes Store.

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I viaggi nel tempo non sono più fantascienza

Viaggiare nel tempo non è un’utopia fantascientifica e la conferma arriva dagli esperti: raggiungere il futuro è tecnologicamente plausibile, mentre il vero problema è tornare al passato.
E comunque, la macchina che serve non è certo una DeLorean.

Classico della fantascienza – È passato oltre un secolo da quando Herbert George Wells ha scritto il celebre romanzo “La macchina del tempo” e quella che in origine non doveva essere altro che un pretesto per analizzare in modo critico la società vittoriana si è poi trasformata in una vera e propria ossessione, che ha segnato la ricerca scientifica negli anni successivi. Finora nessuno è riuscito a realizzarne una funzionante ma, stando a quanto sostengono diversi scienziati di fama mondiale, il traguardo potrebbe ormai essere vicino.

Il GPS viaggia nel tempo – Il professor Seth Lloyd, docente di meccanica quantistica al MIT di Boston, per esempio, sostiene che si viaggi nel tempo quotidianamente. E, per la precisione, lo fanno al nostro posto i satelliti che compongono il sistema GPS, i cui orologi integrati vanno più veloci di ben 38 millisecondi al giorno rispetto ai loro “colleghi” terrestri. Questo fenomeno sarebbe una diretta conseguenza della teoria della relatività di Einstein e, in particolare, di due suoi corollari.

L’eredità di Einstein – Per fartela breve, il primo corollario dice che più è veloce il moto relativo di un corpo, più questo percepisce in modo rallentato lo scorrere del tempo. Il secondo, invece, afferma che lo stesso effetto si ottiene quanto più ci si avvicina al centro di una grossa massa gravitazionale, come nel nostro caso la Terra. Questi stessi principi, opportunamente adattati, possono permettere di viaggiare davvero nel tempo, e non solo per pochi istanti.

Il cinema già lo sapeva – L’idea non è una novità assoluta ed è già approdata nel mondo del cinema, riscuotendo peraltro un grandissimo successo. Ne “Il pianeta delle scimmie”, l’equipaggio a bordo dell’astronave viaggia nello spazio così a lungo che quando atterra sul nostro pianeta – scusa per lo spoiler – sono passati secoli, forse millenni, mentre ai loro occhi sono trascorsi solo pochi anni. Si tratta, in effetti, di una strada tecnologicamente percorribile, perché “basta” investire cifre da capogiro nello sviluppo di razzi supersonici con autonomia di volo quasi illimitata.

Viaggi mortali – Il bello è che, a rigor di logica, lo stesso risultato potremmo ottenerlo sistemandoci all’interno di una centrifuga che ruoti alla velocità della luce, perché non conta la distanza percorsa, ma bensì la quantità di moto complessiva. È evidente che nessun essere vivente potrebbe sopravvivere in quelle condizioni, ma tentar non nuoce. Analogamente, se atterrassimo su una pulsar, potremmo sfruttare l’elevatissima densità di massa, propria di questo tipo di stella, ma anche in questo caso saremmo destinati a morte certa.

Senso unico – Tutte queste modalità di viaggio nel tempo sono accomunate da un dettaglio, tutt’altro che trascurabile: sono entrambe unidirezionali e portano solo nel futuro. Sulla carta, spostarsi nel passato sarebbe comunque possibile: per riuscire nell’impresa, c’è chi sta pensando d’attraversare un buco nero, chi sta cercando di superare la velocità della luce e chi sta studiando i misteriosi ponti di Einstein-Rosen. Queste sono solo ipotesi – almeno per ora – e non hanno ancora portato ad alcun risultato degno di nota.

Il paradosso del nonno – Nel frattempo, c’è perfino chi si preoccupa di studiare eventuali conseguenze indesiderate, che questi viaggi potrebbero sortire sull’umanità. Lo stesso Lloyd ha voluto verificare la fondatezza del cosiddetto “paradosso del nonno” – se un uomo dovesse recarsi nel passato ed eliminare un suo antenato prima che questo possa concepire un figlio, comprometterebbe la propria esistenza – studiando i fotoni. I risultati hanno dimostrato che, come sempre, la natura tende a proteggere se stessa e, così, diventa impossibile cambiare ciò che è già accaduto. Morale della favola, puoi fare quello che ti pare del tuo tempo, ma devi avere cura dei tuoi nonni.

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All around the world

Oggi per “una canzone per te” vi dedico un bel duetto di due grandissime voci.

Barry Eugene White, nato Barry Eugene Carter (Galveston, 12 settembre 1944 – Los Angeles, 4 luglio 2003), è stato un cantautore, arrangiatore e produttore discografico statunitense.
Nella sua carriera ha vinto numerosi Grammy Award ed ha venduto più di 100 milioni di dischi.
Lisa Jane Stansfield (Heywood, 11 aprile 1966) è una cantante britannica di musica soul e r’n’b, con una spiccata propensione per le ballate romantiche, che dà ampio spazio, soprattutto all’inizio della carriera e nei remix più recenti, anche a brani più movimentati, orientati per lo più verso la disco, talvolta ai limiti della dance e della house, recentemente avvicinatasi a un pop rock più puro.
La cantante ha ottenuto una nomination ai Grammy Awards negli Stati Uniti, vincendo alcuni Brit Awards nella madrepatria, e ha avuto anche qualche esperienza come attrice di cinema, teatro e TV.

Vi dedico questo duetto fantastico, All around the world”:

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Eva Robins

Eva Robin’s o Eva RobinS, all’anagrafe Roberto Maurizio Coatti è nata a Bologna il 10 dicembre 1958.

Nei primi anni ottanta prendendo parte a una storica edizione della trasmissione Lupo Solitario su Italia 1, circondata da un grande clamore.
La sua carriera, infatti, ha fatto spesso leva sull’ambiguità sessuale.
Sebbene Eva Robin’s abbia un aspetto e una voce del tutto femminile, il suo corpo presenta caratteri sessuali primari (genitali) maschili.
Intervistata, ha detto che la sua “metamorfosi” è avvenuta a 14 anni e che durante la pubertà il suo corpo non ha sviluppato i caratteri secondari maschili, mentre avrebbe sviluppato seni e forme femminili.

Uno sviluppo naturale di questo genere potrebbe indicare una condizione di intersessualità, ma avendo solo genitali maschili, non si definisce ermafrodito, come invece è stata spesso indicata: definisce infatti se stessa come androgino.
Interviste seguenti, come quella del 2007 sul Corriere della Sera, ha svelato invece di avere preso ormoni femminili, grazie ad un amico farmacista in età molto precoce, determinando un arresto dello sviluppo dei caratteri sessuali maschili (cfr. l’attuale percorso di transizione); nella stessa intervista e in una precedente su Vanity Fair, ha smentito di essersi mai operata.
Conferma il suo status di transessuale non operata in un’intervista alla trasmissione Niente di personale su LA7.
Dopo aver partecipato ad alcune trasmissioni televisive e a qualche film, nel 1995 ha indossato i panni di modella per la stilista Chiara Boni affiancando la pornostar Eva Henger. Poi il silenzio .
Ora è tornata al teatro con un lavoro dello scrittore e fumettista franco-argentino Copi, si chiama Il frigo , che già fu un suo cavallo di battaglia negli anni scorsi.

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