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Capo ubriaco: dipendenti spingono macchina

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CAPO UBRIACO: DIPENDENTI SPINGONO MACCHINA

dipendenti spingono auto del capo ubriaco

dipendenti spingono auto del capo ubriaco

A volte capita che le cene aziendali, quando si è bevuto un po’, inizino a prendere una piega strana.
Ed è quello che è sicuramente successo in questo caso.

Alcuni dirigenti e dipendenti di un’azienda erano a cena a Changchun, nel nord-est della Cina, quando il presidente si è reso conto che aveva probabilmente bevuto troppo per mettersi alla guida.
Non solo, alla cena nessuno era rimasto sobrio.
Data l’ora tarda, era anche difficile chiamare un autista che potesse venire a prenderlo.

La soluzione avrebbe potuto essere quella di chiamare un taxi: ma l’uomo non voleva lasciare la macchina, quindi ha cercato un’altra idea.
L’idea alla fine è venuta al vice-presidente, che ha suggerito che potevano spingere loro l’auto fino a casa del capo, che infondo distava solo poche miglia, e che un po’ di esercizio fisico comunque avrebbe fatto bene.

L’idea ha trovato subito diversi volontari, e alla fine tutti e dieci i partecipanti alla cena hanno spinto l’auto fino a destinazione, in circa 45 minuti.
I passanti sono stati stupiti dal gruppetto, per la verità piuttosto allegro, che rideva e scherzava, e alla fine la loro “performance” è stata notata da alcuni agenti.
Che però, non ha avuto nulla da dire, dato che il motore era spento.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Ubriaco all’esame della patente

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UBRIACO ALL’ESAME DELLA PATENTE

Ubriaco all'esame della patente

Ubriaco all'esame della patente

Un uomo rischia di non avere per molto, molto tempo la possibilità di guidare.
Florin I., di Adjud, in Romania, doveva sottoporsi ad un nuovo esame di teoria per riottenere la patente, dopo che due anni fa gli era stata ritirata per guida in stato di ebbrezza.

Poiché era molto nervoso per la prova (almeno a quanto ha poi raccontato), ha avuto l’idea di prendersi qualcosa per calmarsi e “aumentare la fiducia in sé stesso”: qualche bel bicchiere di alcolici.
Che alla fine dovevano essere molti, dato che l’esaminatore ha notato che l’uomo aveva difficoltà a camminare tra i banchi dove si svolgeva l’esame.

Insospettito, ha richiesto che all’uomo fosse fatto un test dell’etilometro, e gli è stato trovato un tasso alcolico di 1.11.
L’uomo è stato immediatamente allontanato dalla sede dell’esame.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Novantenne caccia tre ladri a bastonate

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NOVANTENNE CACCIA TRE LADRI A BASTONATE

Novantenne caccia tre ladri a bastonate

Novantenne caccia tre ladri a bastonate

I tre ladri che avevano preso di mira una casa di campagna, in Germania, abitata da un’anziana donna si aspettavano forse che fosse un colpo facile.
Ma la novantenne si è dimostrata un osso più duro del previsto.

L’anziana infatti ha notato gli intrusi – due uomini ed una donna – e li ha raggiunti, aiutandosi con un bastone.
Una volta avuti i ladri a portata di mano, ha preso a bastonarli con il bastone da passeggio, riuscendo alla fine a metterli in fuga.
La polizia ha fatto il complimenti alla donna per il coraggio, ma anche aggiunto che la sua reazione è stata molto pericolosa, perché i ladri avrebbero potuto sopraffarla e farle del male.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Rischia di morire se si pettina

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RISCHIA DI MORIRE SE SI PETTINA

Rischia di morire se si spazzola

Rischia di morire se si spazzola

La 13enne scozzese Megan Stewart è vittima di una rara malattia, chiamata sindrome da spazzolatura dei capelli (hair brushing syndrome) che le fa rischiare la morte ogni volta che si spazzola i capelli.

La sindrome è venuta alla luce circa un anno e mezzo fa, quando la madre le stava spazzolando i capelli e la bambina è svenuta, manifestando gravi difficoltà respiratorie, e le labbra che le diventavano blu.

La bambina aveva sempre avuto qualche problema di salute, a causa del fatto che era stato necessario farla nascere con quasi tre mesi di anticipo, per via di complicanze nella gravidanza. Non è stato però facile per i medici identificare le cause dei nuovi problemi, dato che sono pochissimi i casi noti di questo tipo di sindrome, che praticamente porta il cervello a “spegnersi” in presenza di elettricità statica, con il rischio concreto che non si “riaccenda”.

Megan deve quindi evitare ogni rischio di contatto con elettricità statica, e quindi deve anche stare attenta a non sfregare palloncini gonfiabili, e a non indossare capi in poliestere. Per pettinarla, spiega la madre Sharon, bisogna distenderla e bagnarle la testa, per evitare il formarsi di elettricità statica.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Preservativo su microfono

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PRESERVATIVO SU MICROFONO

Preservativo su microfono

Preservativo su microfono

La severa TV cinese è ora in discreto imbarazzo a causa di un preservativo.
Infatti, durante un telegiornale, il corrispondente che raccontava la cronaca di una tempesta tropicale ha pensato bene di utilizzare un metodo sicuro per proteggere i delicato microfono dall’acqua che cadeva copiosa.

Solo che sono stati in molti però a notare che il microfono era inserito in qualcosa di gommoso ed elastico, e la tipica protuberanza superiore della copertura non rendeva per nulla difficile comprendere quale fosse la protezione usata: un preservativo.
I responsabili della TV hanno rifiutato ogni commento sull’accaduto, anche se sembra che il giornalista si sia preso una bella lavata di capo. E non solo stando sotto la pioggia del temporale…

Ciao e alla prossima,
Marco
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Matrimonio con lo sponsor

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MATRIMONIO CON LO SPONSOR

Matrimonio con lo sponsor

Matrimonio con lo sponsor

La crisi economica si fa sentire, e rende la vita difficile, specie a chi vorrebbe fare un passo importante come il matrimonio, che molte coppie di questi tempi finiscono, scoraggiate con il rimandare.

Due futuri sposi, Marco Egidi di Grottammare e Mariangela Chiappini, di  Loreto Aprutino,  non si sono però persi d’animo, e hanno cercato una soluzione per superare gli ostacoli, organizzando un matrimonio… sponsorizzato.

L’idea non è del tutto nuova, dato che è nata dopo aver letto su internet di una coppia di Milano che hanno tentato la stessa strada, ma sicuramente è un’idea che sta avendo un buon successo dato che, oltre ad una certa risonanza della storia sui media locali e nazionali, in soli quattro mesi i due giovani hanno già trovato diverse aziende interessate a sponsorizzare il loro matrimonio.
Ciao e alla prossima,
Marco
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Marito malato, matrimonio su skype

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MARITO MALATO, MATRIMONIO SU SKYPE

Matrimonio su Skype

Matrimonio su Skype

Il matrimonio è una sorta di macchina infernale che è quasi impossibile fermare una volta che è avviata.
Per cui è comprensibile la preoccupazione dei due sposini californiani Samuel Kim e Helen Oh quando lui si è ammalato pochi giorni prima della cerimonia, ed è stato necessario il ricovero in isolamento in ospedale, a causa di una sospetta infezione ai polmoni.

Peraltro, aggravata dal fatto che Samuel non l’ha curata subito, per paura di dire alla sposa che non stava bene a pochi giorni dal matrimonio.
Come fare? La chiesa ed il ristorante erano prenotati, 500 invitati già… invitati.
Annullare tutto e poi ricominciare l’organizzazione da capo?

I due hanno preferito un’altra strada, e così hanno deciso di celebrare uno dei primi matrimoni… via Skype.
Già, perché se non si può essere entrambi presenti nello stesso posto, allora si può tentare di ricorrere alla tecnologia.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Il mondo che viviamo? Non esiste

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IL MONDO CHE VIVIAMO? NON ESISTE

Il mondo che vediamo non è reale

Il mondo che vediamo non esiste

Il professor Hood della Royal Institution of Great Britain sta conducendo una ricerca psicologica che sta dando risultati sorprendenti. Infatti, il mondo che “conosciamo” avrebbe poco o nulla a che fare con quello che esiste veramente.

Secondo il professor Hood, infatti, è molto, molto facile instillare falsi ricordi nelle persone, nonché influenzarne decisioni e percezioni. La ricerca si propone quindi di analizzare meglio il livello di controllo che le persone hanno sulla propria vita, ma anche capire perché le persone spesso sono “manipolabili”.

Il punto sarebbe che noi in realtà saremmo consapevoli solo di una piccola frazione di quello che avviene, e il resto del “panorama” viene ricreato dal cervello.

Ciao e alla prossima,

Marco

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Porta birra economica a festa: accoltellato

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PORTA BIRRA ECONOMICA A FESTA: ACCOLTELLATO

Porta birra economica a festa: accoltellato

Porta birra economica a festa: accoltellato

Smelser, che organizzava la festa, aveva chiesto agli invitati di portare qualcosa, ad esempio un po’ di birre.
Daniel così ha portato una cassa di birre, solo che ha portato una cassa di birre da quattro soldi, e in più a basso contenuto calorico, le “Natural Light”, birra che è considerata da molti decisamente pessima.

Smelser, e alcuni altri inviati, si sono risentiti quando hanno visto Daniel con quella cassa di birra, e hanno iniziato una discussione: secondo alcuni racconti, però, Daniel continuava a sostenere che quella che aveva portato fosse un’ottima birra, e Smelser non ci ha visto più e lo ha accoltellato.

Gli invitati hanno chiamato un ambulanza, che ha allertato anche la polizia. Ora Daniel è ricoverato in ospedale, mentre Smelser è stato arrestato.

L’idiozia americana non ha fine…..

Ciao e alla prossima,

Marco

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Figli come attrezzi di palestra

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FIGLI COME ATTREZZI DI PALESTRA

Figli come attrezzi da palestra

Figli come attrezzi da palestra

I bambini faranno molto rumore, ma hanno molte altre qualità.
Per esempio, possono essere degli ottimi attrezzi per fare esercizio fisico.
Non si tratta di una battuta, perché un libro spiega proprio come usare i figli come “strumenti da palestra”.

L’autore è un certo Joshua Levitt, appassionato sportivo, che dopo la nascita della figlia si è reso conto di avere poco tempo per frequentare la palestra.
L’idea gli sarebbe venuta mentre stava giocando con la figlia, quando si è reso conto che giocare a cavalluccio era uno sforzo fisico non da poco… e pensando un po’ gli esercizi si poteva tranquillamente sostituire una sessione in palestra.

Il libro vuole anche insegnare a creare un legame più forte tra padre e figlio: infatti gli esercizi sono allo stesso tempo dei giochi che danno così modo di passare più tempo con il piccolo.

Ciao e alla prossima,

Marco

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