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Musica

I Fly Project sono un duo rumeno formato nel 2005 da Tudor Ionescu e Dan Denes.

Nell’estato 2012 hanno trovato il successo radiofonico con il singolo “Musica”:

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Sound of silence

Ciao a tutti,

qui oggi nevica. Manto bianco per le strade, il rumore ovattato da questi cristalli bianchi da la pace.
Cosi vi invito a guardare fuori dalla finestra, guardare la neve cadere e ascoltare questa canzone:

Spero vi abbia emozionato, come ha emozionato me. Era tantissimo che non la sentivo e, devo dire, abbinata all’atmosfera neve/natalizia ha fatto tutto il resto..

Ciao e alla prossima.

Marco

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Niente musica per alunni islamici?

Ciao a tutti,

questo sarà un altro articolo di blog che scriverò prendendo spunto da quello che leggo un po in giro negli altri siti/blog.
Mi è balzata all’occhio questa notizia letta su TGCOM: Vieta musica a figlia,”stop cuffie”.

Islam

Islam

Questa ragazza, durante l’ora di religione, era costretta dal padre a mettersi un paio di cuffie isolanti per non ascoltare la musica, per “evitare contaminazioni“.

Dopo un colloquio tra professori, preside e genitori della ragazza, il padre ha permesso l’abbandono delle cuffie.
Solo che, a quanto leggo, non perchè condivide, ma perchè “si adegua“.
Non voglio entrare in un discorso di razzismo o culturale che sia, ma questa mi mancava.
A voi, se ne avrete voglia, i commenti.

Ciao e alla prossima.

Marco

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Clubbing in Italia

Ciao a tutti,

oggi prendo spunto da un articolo che ho visto su un blog che spesso leggo.
Si tratta di un blogger, mio amico (nonchè collega), che parla un po di musica e della situazione un po da club che si crea in Italia e all’estero. Il blog in questione è di Mattia Tommasone, in arte RAIBAZ.

Raibaz

Raibaz

In sintesi, nel suo articolo si legge di un ristorante (!!) che ha ospitato per una serata un deejay che al nostro Mattia piace un sacco. Convinto di andare a sentirlo suonare, invece hanno fatto tipo festa privata e fatto entrare un po chi cazzo volevano loro, per quel che ho capito. Leggetevi bene l’articolo che è interessante.
Comunque ho preso in prestito l’articolo di Raibaz non tanto per la situazione che si è creata in sè, ma per parlare un po in generale della scena musicale italiana per quanto riguarda le discoteche in Italia e, in particolare, la zona bresciana e milanese.

Il discorso ovviamente è lunghissimo, ma mi limiterò a scrivere poche righe; sia per non annoiarvi, sia per non farmi salire il nevoso.
La scena musicale nella zona limitrofe è pietosa.punto.
Potrei finire anche cosi il mio articolo, che andrebbe bene. Ma scriviamo ancora qualcos altro,ok.
Siamo invasi dalla commerciale e questo si sa. Ma fosse almeno commerciale bella!!
In un mio recente post ho scritto dei Black eyed peas che non mi erano piaciuti nel loro ultimo progetto. Ecco, ormai in giro si sentono solo canzonette fatte in cinque minuti e senza anima.

Il movimento underground è sempre troppo underground, in radio ormai si sente solo hip hop misto dance, o hip hop e basta. O canzoni italiane da cerebrolesi tratte da amici e x-factor.
Speriamo ci sia un cambio di rotta. Ma ne dubito.

Ciao e alla prossima.

Marco

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Caduta di stile dei Black Eyed Peas

Ciao a tutti,

oggi volevo parlarvi di un gruppo che mi ha deluso veramente tanto.
Ho aperto questo blog con l’intenzione, come ho detto nel mio primo articolo, di discutere un po di tutto e magari inserire qualche mio lavoro grafico.

Ma non ho detto, mi pare, di vivere, oltre che di sitiweb, anche di musica. Infatti sono ormai 15 anni che nel bene o nel male faccio il deejay. Non sto qui a dirvi se sono competente o meno in materia, se sono bravo o meno, ecc ; queste cose le lascio dire agli altri. Volevo solo rendervi partecipi di una riflessione su un gruppo che fino ad ora avevo considerato molto valido nel loro ambito “commercial-pop” , con produzioni che, anche se io prediligo tutt’ altra musica, ho discretamente stimato e ritenuto sempre un po fuori dalla scena commerciale brutta fatta di suonini e peti.
Invece a questo giro mi devo ricredere. Sto parlando dei BLACK EYED PEAS.

Black Eyed Peas

Black Eyed Peas

Magari si tratterà solo di un episodio, magari no. Sta di fatto che a me il loro ultimo singolo “The time” non è piaciuto per niente.
Al di là della scarsa originalità del pezzo, per aver preso una canzone vecchia e averla rifatta, cosa che ormai stan facendo cani e porci, è proprio il beat dance che non sopporto. C’è questa tendenza in questi anni di fare queste pause su una canzone per poi rilanciarla con un suonino vomitevole che proprio non mi piace.
Non posso credere che dopo un successo come I gotta feeling mi si proponga una roba del genere. Sono il giorno e la notte.

Molti, ovviamente, hanno già osannato il disco. Beh a me fa cagare. Che poi la radio lo passo venti volte al giorno, il mio giudizio non cambia. Piuttosto che suonare questo disco, metto roba vecchia; o comunque il loro vecchio successo!! Assieme ai dischi di David Guetta, altro dj producer che ultimamente sta riempiendo le classifiche di mezzo mondo, con pezzi commerciali ma belli! Ma di lui magari ne parlerò in un altro articolo.
Questo è comunque il disco in questione; ascoltatelo, se riuscite. Io non sono arrivato alla fine.

Sperando che sia stato solo un passo falso, attendo e mi aspetto dischi ben diversi di questo da una band del calibro dei B.E.P.

Ciao e alla prossima.

Marco

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